Gian Luigi Gigli (Pi-Cd): “Accrescere lo sforzo per la prevenzione dell’ictus, particolarmente per quello di origine cardioembolica”
Onorevole Gigli: Lei è coordinatore dell’Intergruppo Parlamentare sui problemi sociali dell’ictus. Cos’è? Quali sono gli obiettivi?
Circa un milione di italiani sono stati colpiti da ictus che rappresenta la terza causa di morte e la prima d’invalidità. Oltre 200.000 ne vengono colpiti ogni anno e la metà dei superstiti rimane con problemi di disabilità anche grave. Ne consegue un rilevante onere per le famiglie, per le risorse allocate in sanità e per la società intera, onere che può protrarsi anche per decenni, tenuto conto che non sono pochi i soggetti colpiti in età minore di 65 anni. È necessario accrescere lo sforzo per la prevenzione dell'ictus, particolarmente per quello di origine cardioembolica. Occorre garantire equità di accesso su tutto il territorio nazionale per le terapie più acute, inclusa la trombolisi. Occorre un percorso riabilitativo in grado di garantire precocità di presa in carico e continuità di cure. Appare pertanto opportuno sensibilizzare il Parlamento e sollecitare il Governo in vista di una più coordinata ed efficace azione di prevenzione sull’Ictus, anche attraverso l'organizzazione di eventi all'interno delle sedi parlamentari. Per discutere questi temi e per proporre alcune concrete iniziative ho costituito l’Intergruppo.
Quanto costa al Servizio Sanitario questa grave patologia?
L’impatto dell’Ictus in termini di riduzione dell’autosufficienza e d’incidenza dei bisogni assistenziali risulta particolarmente gravoso. Nel complesso, il costo medio annuo a paziente con disabilità grave (circa 400.000 casi) per famiglia e collettività, escludendo i costi a carico del SSN (quantificati ad oggi in circa 3,5 miliardi di euro/anno), è di circa 30.000 euro, per un totale di circa 14 miliardi di Euro/anno. Questa cifra, che rappresenta il 78,8% dei costi totali indotti dalla patologia si riferisce sia alla riduzione di produttività relativa alla perdita di lavoro dei pazienti che ai costi legati all’assistenza prestata dai caregivers.
A cura dell'Associazione per la lotta all'ictus cerebrale (Alice onlus)
29 Ottobre 2015
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