Giornata europea degli antibiotici 2017
Perché è una responsabilità di tutti?
I nuovi dati pubblicati dall’Ecdc indicano che tra il 2012 e il 2016 non ci sono state variazioni statistiche significative nel consumo di antibiotici tra la popolazione residente nell’Unione europea e nello Spazio economico europeo. In particolare, il valore medio di 21,9 DDD per 1000 abitanti (DDD – Dose Definita Giornaliera è la dose media di un farmaco assunta giornalmente da un paziente adulto, con riferimento all’indicazione terapeutica principale del farmaco stesso) varia tra i 10,4 DDD dei Paesi Bassi ai 36,3 DDD della Grecia. L’analisi dei dati nazionali mostra inoltre che tra il 2012 e il 2016 Finlandia, Lussemburgo, Norvegia e Svezia hanno avuto un trend dei consumi in calo mentre Grecia e Spagna in aumento.
A livello ospedaliero il consumo medio di antibiotici nel 2016 è stato 2,1 DDD per 1000 abitanti, con variazioni nazionali che vanno da 1 DDD nei Paesi Bassi a 2,9 DDD a Malta. Anche in questo caso, nonostante in generale non siano state osservate variazioni statistiche rilevanti, nel periodo 2012-2016 Grecia, Malta e Slovenia hanno mostrato un trend dei consumi in aumento mentre Estonia, Finlandia e Lussemburgo in calo. Non è stata osservata alcuna variazione statistica significativa neanche nel consumo medio di antibiotici carbapenemi (quali meropenem e imipenem, utilizzati per il trattamento delle infezioni sostenute da specie batteriche multiresistenti) o polimixe (quali ad esempio la colistina, utilizzata per il trattamento delle infezioni causate dalle specie batteriche resistenti ai carbapenemi). Tuttavia, a livello nazionale per i carbapenemi, in 10 Paesi (Bulgaria, Croazia, Cipro, Estonia, Ungheria, Lettonia, Lituania, Malta, Romania and Slovenia) è stato osservato un trend in aumento mentre in un solo Paese, il Portogallo, il trend era in diminuzione. Per le polimixine è stato registrato un trend in aumento in 9 Paesi (Bulgaria, Danimarca, Grecia, Ungheria, Italia, Malta, Slovacchia e Slovenia) e in diminuzione in 2 (Francia e Irlanda).
In Italia
Nel nostro Paese, dove il fenomeno delle resistenze è monitorato con attenzione, la settimana mondiale sugli antibiotici è stata occasione per presentare il nuovo “Piano nazionale di contrasto all’antimicrobico-resistenza 2017-2020” che, attraverso un approccio “one health”, vuole affrontare e contrastare il fenomeno in modo efficace attraverso sei ambiti di intervento: la sorveglianza, la prevenzione e il controllo delle infezioni, l’uso corretto degli antibiotici, la formazione, le attività di comunicazione e informazione, la ricerca e l’innovazione.
In Europa
In occasione dei 10 anni della Giornata europea sugli antibiotici l’Ecdc ha messo a punto un nuovo sito web contenente informazioni e risorse sia per il pubblico specialista che per quello generale messe a disposizione attraverso diverse modalità come infografiche, video, kit per la comunicazione, storie personali di pazienti.
Nel mondo
L’importanza e la trasversalità del tema fa si che la World Antibiotics Awareness week miri a raggiungere tutte le categorie che possono avere a che fare con gli antibiotici: non solo la popolazione generale e i professionisti sanitari ma anche politici, allevatori, veterinari e personale dell’industria alimentare. Per farlo è stata organizzata una campagna, veicolata attraverso i social media, che utilizza infografiche, quiz e storie personali per raccontare l’importanza di impegnarsi contro il fenomeno delle antibiotico resistenze e cosa si può fare concretamente.
Fonte: Epicentro
Annalisa Pantosti e Monica Monaco
17 Novembre 2017
© Riproduzione riservata
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