Giovani medici: “No alle nuove norme sulle specializzazioni”
“Verrebbe anzi introdotta la graduale assunzione, fino alla completa autonomia nell’ultimo anno del corso, delle responsabilità assistenziali -spiega la nota del Sigm – Se ciò non bastasse, non viene chiarito come l'impiego del medico in formazione non sia in alcun modo sostitutivo del personale di ruolo, incorrendo nel serio rischio che le Regioni utilizzino gli specializzandi per ‘tappare i buchi’ e non procedano quindi ad espletare nuovi concorsi per dirigenti medici”.
L’Associazione dei Giovani Medici si è detta rammaricata nel vedere come tali iniziative vengano prese dal Ministero della Salute senza il coinvolgimento dei diretti interessanti e, “probabilmente, rispondendo a rivendicazioni mal poste da parte di chi strumentalizza la condizione dei giovani camici bianchi italiani, più per ottenere forme di compensazione al mancato adeguamento contrattuale che per migliorare realmente la formazione delle giovani generazioni, mettendone nei fatti a rischio il futuro formativo ed occupazionale”.
Il Sigm si è detto comunque pronto al confronto con il Governo ed il Parlamento, “al fine di scongiurare che le riforme annunciate non siano il frutto di necessità contingenti di carattere economico e di una volontà di sopperire alle carenze negli organici del Ssn senza ricorrere a nuove assunzioni attraverso pubblici concorsi ma che, al contrario, si lavoro di concerto per un serio progetto di rivisitazione dell’attuale sistema formativo pre e post lauream in medicina che necessita, mai come ora, di un’implementazione di percorsi formativi integrati università-ospedale-territorio”.
“Difatti, al fine di favorire l’allineamento al contesto UE dei tempi medi di crescita professionale, il Sigm ha sempre guardato con interesse alla proposta di evoluzione del contratto di formazione medico specialistica in contratto di formazione-lavoro in corrispondenza degli ultimi anni del corso di specializzazione – conclude il comunicato – Soltanto questa formulazione comporterebbe una crescente autonomia di esecuzione dei compiti assistenziali all’interno delle Asl e delle Ao, nonché l’introduzione di giuste tutele previdenziali e medico legali, oltre che dei diritti fondamentali (quali ferie, malattia, gravidanza, riposo compensativo e radiologico, etc.), al pari di quanto avviene negli altri contesti UE. Ma tale ipotesi sarebbe sostenibile per le generazioni future, ovvero laddove il sistema formativo universitario del medico, aperto alla rete del Ssn, divenisse pienamente professionalizzante a partire dal corso di laurea in medicina e chirurgia”.
26 Luglio 2013
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