I dati sulla ricerca non-profit in Italia
La percentuale di sperimentazioni non-profit effettuate in Italia aveva avuto un picco nel 2008, quando erano state 362, ovvero il 41,2% del totale. Da quel momento il trend è stato negativo: sono stati 309 gli studi condotti nel nostro paese da 216 promotori no-profit nel 2009, per poi scendere a soli 229 nel 2010. Un numero più basso anche del biennio 2006-2007, precedente al picco, quando erano oscillate intorno a 290 (36,9% del totale)
La mission della ricerca non-profit
La ricerca indipendente è promossa da ricercatori indipendenti o da strutture sanitarie e ospedaliere, universitarie senza fini di lucro. Tra i principali obiettivi della ricerca non-profit (la cui mission è quella di migliorare la pratica clinica dell’assistenza sanitaria e di integrare le conoscenze scientifiche sulle nuove terapie, puntando i riflettori sulle strategie oltre che sul singolo trattamento) figurano: lo studio della popolazione e quindi delle patologie trascurate dalla ricerca commerciale; il confronto su nuove terapie con altre già consolidate per migliorare l’uso terapeutico dei farmaci; il perseguimento di obiettivi (es. safety dei trattamenti e percorsi diagnostici) e lo sviluppo di modelli di ricerca tendenzialmente poco praticati dai promotori industriali; favorire l’integrazione fra ricerca e formazione.
Quali sperimentazioni
Di tutti gli studi clinici condotti da università, ospedali o istituti di ricerca, la maggior parte sono effettuati in ambito oncologico, cardiologico o neurologico. Dal 2006 al 2010 sono stati ben 1158 gli studi riguardo il cancro effettuati in Italia, di questi in totale una percentuale pari al 42,4% è risultata essere no-profit. Delle 360 sperimentazioni che riguardavano cuore e malattie vascolari, sono invece state di questo tipo il 36,7% del totale, così come il 29,1% delle 351 ricerche sulle patologie del sistema nervoso centrale condotte nello stesso periodo.
Gli studi non-profit sono la grande maggioranza di quelli che si conducono in ambito di anestesiologia e di pediatria/neonatologia: rispettivamente l’89,3% di 84 ricerche e il 67,1% di 76 sperimentazioni condotte nelle due specializzazioni, dal 2006 al 2010.
La reumatologia risulta invece essere il campo in cui gli studi non-profit sono percentualmente meno rappresentati, solo il 12% su 110 sperimentazioni effettuate sempre nello stesso periodo.
Quali strutture
Se si va ad analizzare quali siano nello specifico i promotori no-profit, si scopre come la maggior parte di queste sperimentazioni vengano promosse da Aziende Ospedaliere, Policlinici Universitari o Università: di questo tipo sono il 38,4% delle 1480 sperimentazioni no-profit proposte dal 2006 al 2010.
Al secondo posto si trovano i 31 Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS), che in percentuale hanno promosso il 25,7% degli studi clinici; subito dopo, con il 14,3% delle sperimentazioni, si trovano invece le strutture ospedaliere (41 tra Aziende ospedaliere, Ospedali a gestione diretta, Ospedali classificati o assimilati, Ospedali militari, Istituti sanitari privati qualificati presidio dalla Asl).
06 Marzo 2012
© Riproduzione riservata
Gli speciali
Sanità digitale per garantire più salute e sostenibilità. Ma servono standard e condivisione
I più letti

Codice della strada. Anestesisti-rianimatori chiedono la riconvocazione del tavolo tecnico sul nuovo articolo 187

Demografia. Ue verso il declino: -11,7% entro il 2100. Per l'Italia il calo sarà del 24%. All'inizio del nuovo secolo saremo appena 44,7 milioni

Case della Comunità: stop al medico che lavora da solo. Agenas pubblica le linee d’indirizzo sulle équipe multidisciplinari. Dalla leadership condivisa al monitoraggio degli esiti. Ecco le novità

La versione di un pensionato

Medici di famiglia. Cambia la convenzione con nuovi obblighi organizzativi e dipendenza su base volontaria. Arriva la riforma Schillaci per far funzionare le Case della Comunità. Ecco la bozza

Meloni: “Sulla sanità rivendico l’azione del Governo. Su liste d’attesa tempi ancora troppo lunghi ma alle Regioni dico: facciamo squadra”

La guerra in Medio Oriente ferma un terzo della produzione mondiale di elio. Ecco come le risonanze magnetiche rischiano di spegnersi

Intramoenia. Cresce uso del Cup per le prenotazioni. Ma su alcune visite e ricoveri resta il nodo del divario con il regime istituzionale

Decreto Pnrr. Sì alla fiducia alla Camera. Precari stabilizzati, medici di famiglia fino a 72 anni, cantieri sbloccati e farmaci più veloci

Se la diagnosi è la solitudine, il medico deve ricorrere alla prescrizione sociale. Oms designa un centro per promuoverla