ICTUS: al Centro Sud la mortalità più elevata
Ictus: mortalità a 30 giorni dal ricovero – valore medio 11,61% (Vedi tabella).
L’analisi delle performance delle strutture sanitarie italiane rispetto alla mortalità a 30 giorni per Ictus mostra un quadro, ormai purtroppo noto, di una sanità a due velocità Le strutture che hanno registrato esiti sfavorevoli, rispetto alla media nazionale delll'11,61%, si trovano quasi tutte nelle Regioni del centro sud sottoposte a Piano di rientro, mentre gli esiti favorevoli (anche se con qualche eccezione) si riscontrano nelle Regioni del centro nord considerate più virtuose.
Nello specifico, gli esiti più favorevoli li ha ottenuti l’ospedale B. Eustacchio di S. Severino Marche con l’1,5% di decessi a 30 giorni dal ricovero per Ictus, a seguire (e qui troviamo la prima eccezione visto che la struttura si trova nel Lazio commissariato) c’è l’ospedale Fatebenefratelli di Roma con l’1,6%. Sul terzo gradino del podio, l’altra eccezione. Stiamo parlando della CCA Cascini di Belvedere Marittimo (Calabria) anch’essa con un esito favorevole all’1,6%. A seguire troviamo tutte strutture che si trovano nelle Regioni centro settentrionali più virtuose.
Per quanto attiene invece gli esiti sfavorevoli in testa alla graduatoria si attesta l’ospedale Venere di Bari con il 37,4% di decessi per ictus a 30 giorni dal ricovero. Un risultato più di tre volte maggiore rispetto alla media italiana. Al secondo posto si attesta l’ospedale Maresca di Torre del Greco con il 34,2% seguito dalla CC Pineta Grande di Castel Volturno (Campania) con il 33%. Da notare come le prime dieci strutture che hanno riportato esiti sfavorevoli si concentrano nelle Regioni in Piano di rientro.
Legenda
Per facilitare la lettura abbiamo selezionato le prime dieci e le ultime dieci strutture a livello nazionale con esiti favorevoli e sfavorevoli rispetto alla media nazionale. Le diverse strutture sono state collocate, così come realizzato dagli epidemiologi dell’Agenas, in tre fasce: quella blu, i cui dati aggiustati (ossia quei dati per i quali sono state considerate le possibili disomogeneità tra le popolazioni come l’età, il genere, presenza di comorbità croniche, etc..) e favorevoli, sono statisticamente certi; quella rossa in cui dati aggiustati sfavorevoli non presentano margini di errore statistico; quella grigia dove invece c’è un rischio relativo di errore di un risultato (quello che i tecnici chiamano fattore “p”).
03 Ottobre 2012
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