Il libro: “Più uguali, più ricchi”. Ovvero come dare più servizi, spendendo meno
Una premessa, contenuta nell'introduzione del libro è però d'obbligo. Il titolo, secondo lo stesso autore, potrebbe risultare fuorviante, ciò che l'economista pone al centro della sua linea politica, infatti, non è l'uguaglianza ma l'equità. Scelta che fa scaturire due effetti importanti: il primo è la forza morale dell'equità, il secondo è proprio il nesso critico tra equità e sviluppo economico.
Nella sua analisi Gutgeld parte da una considerazione politica economica di base che caratterizza ciò che solitamente è destra o sinistra: la destra solitamente propone meno tasse e meno debito, mentre la sinistra sostiene più tasse e più debito, per sostenere migliori servizi e una maggiore protezione sociale. Tutto questo, però, secondo il parlamentare PD, non è avvenuto in Italia, visto che "è stata la sinistra a ridurre le aliquote fiscali, mentre la destra, a parte un paio di miliardi di sgravi fiscali derivanti dall'abolizione dell'Ici, non l'ha mai fatto".
Gutgeld in questo libro rompe questo schematismo e propone una visione alternativa per la politica economica italiana, in modo da superare l'antitesi "più tasse e più servizi" vs "meno tasse con meno servizi". "Il nuovo percorso che proponiamo si basa invece sull'idea che uno Stato sociale equo e efficiente, fondato più sui servizi che su una erogazione di sussidi confusa e spesso fuori bersaglio – scrive Gutgeld – possa creare sviluppo economico senza accrescere la tassazione".
Vediamo cosa si propone nel libro per la sanità. "La nostra sanità costa mediamente poco, ma allo stesso tempo soffre di tempi di attesa mediamente lunghi e garantisce una qualità dei servizi decisamente disomogenea, con rilevanti differenze non solo fra una Regione e l'altra ma anche all'interno delle stesse Regioni e Province. Partiamo con un mito da sfatare – scrive l'autore – ossia l'impossibilità di conciliare un alto livello di servizio e costi ridotti. Una sala operatoria con un alto tasso di produttività fornisce un servizio migliore perché riduce i tempi di attesa e, allo stesso tempo, ha un miglior tasso di sfruttamento dei locali che porta ad una conseguente riduzione dei costi per singolo intervento".
Gutgeld propone quattro direttrici per migliorare i servizi generando risparmi per il sistema: una migliore efficienza/efficacia negli ospedali, ad esempio facendo propri i processi i produzione snella già applicati con successo da case automobilistiche come la Toyota, in modo da migliorare la produttività degli ospedali fino al 30-40%; standardizzare i protocolli diagnostici e terapeutici, in modo da ridurre i costi eliminando per esempio esami inutili; una migliore gestrione delle cronicità, a ottenersi incentivando l'uso della cosiddetta telemedicina per migliorare la qualità di vita dei pazienti e dei loro familiari e contemporaneamente ridurre i costi complessivi della cura: un giorno in ospedale costa allo Stato fino a 1000 euro, mentre un servizio di telemedicina efficiente comporta un esborso di qualche centinaio di euro al mese; una migliore efficienza negli acquisti, una delle voci di spesa più cresciute nell'ultimo decennio, attraverso una maggiore centralizzazione degli acquisti.
L'economista indica poi la necessità di una maggiore trasparenza "per valutare il rapporto di costo/efficacia nei risultati clinici e sul livello dei servizi", ma anche una definizione più chiara e misurabile dei Lea, tenendo conto di "standard di qualità, in particolare dell'esito delle cure e dei tempi di attesa".
Sarà inoltre necessario trasformare Asl e ospedali in aziende sanitarie vere, con piena responsabilità. Il che comporta che i manager sanitari, con responsabilità clinica e amministrativa, abbiano piene deleghe e obiettivi trasparenti e siano premiati o viceversa rimossi sulla base dei risultati che ottengono. Si dovrà poi standardizzare i sistemi amministrativi e contabili di Regioni e Asl rendendo obbligatoria la certificazione esterna dei bilanci.
E ancora, realizzare un "portale sanità" che informi i cittaini seguendo modelli già esistenti come ad esempio il Nhs Choise della Gran Bretagna. Infine, Gutgel propone di utilizzare la leva delle spese sanitarie per incentivare lo sviluppo di un'industria teconologica italiana delle "Life Science". "La spesa sanitaria per la sanità – scrive l'autore – è un potenziale strumento di sviluppo tecnologico e scientifico, puntando soprattutto su aree di eccellenza del nostro Paese, come per esempio le cellule staminali".
Giovanni Rodriquez
YORAM GUTGELD
PIÙ UGUALI PIÙ RICCHI
RIZZOLI
Pagine: 216
Prezzo: 16,00 EURO
Anno prima edizione: 2013
25 Novembre 2013
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