Il mal di testa. La più diffusa condizione patologica al mondo
Si tratta di una condizione che è più diffusa di quanto si potrebbe pensare: la cefalea colpisce globalmente circa il 50% degli adulti ogni anno, e di questi, approssimativamente l’11% dei casi incontra i criteri che soddisfano una diagnosi di emicrania. In Europa ed America si stima che l’incidenza della emicrania sia del 6-8% negli uomini e del 15-18% nelle donne. L’emicrania cronica è, tra tutte le cefalee, la patologia che più incide nella vita dei pazienti: almeno 15 giorni di cefalee al mese, di cui 8 di emicrania.
Inoltre, le persone con emicrania cronica presentano più comorbilità rispetto a quelle che soffrono di emicrania episodica, con ad esempio obesità, alta pressione sanguigna, disturbi d’ansia ed è possibile che il paziente con Emicrania Cronica visiti lo studio riferendo questi disturbi e non le emicranie. Riconoscere tra i pazienti con queste patologie chi soffre anche di emicrania può aiutare a determinare un piano di trattamento adeguato. Inoltre, una emicrania cronica persistente causa un incremento dei disturbi legati all’emicrania, un aumento dei costi diretti ed indiretti da sostenere e dell’utilizzo dei servizi rispetto ad un paziente in condizioni di emicrania episodica.
Disoccupazione, perdita del lavoro o di giorni di scuola così come rinuncia a molti aspetti della vita sociale sono condizioni che i nostri pazienti conoscono bene.
Una accurata diagnosi di emicrania cronica è cruciale. È inoltre di fondamentale importanza capire lo stato medico ed emotivo del paziente – come lo è capire che uso fa il paziente dei farmaci al momento della visita. Ci sono due tipi di opzioni terapeutiche che possono aiutare il paziente ad affrontare le sue cefalee ed emicranie: farmaci da assumere per fermare l’attacco emicranico una volta cominciato e farmaci che prevengono l’occorrenza di tali attacchi.
Anche se i farmaci sono utilizzati per alleviare il dolore ed i sintomi associati all’emicrania, l’utilizzo eccessivo degli stessi – comune negli individui che soffrono di Emicrania Cronica – può far peggiorare l’emicrania stessa. L’abuso di farmaci può inoltre influenzare l’insorgenza di comorbilità psichiatriche, complicazioni gastrointestinali, ecc. Si stima che il 50-80% dei pazienti affetti da emicrania cronica visitati nei centri cefalee facciano abuso di farmaci.
L’abuso può essere definito come regolare assunzione di una combinazione di analgesici, ergotaminici, triptani o oppiodi per 10 o più giorni al mese, per un periodo maggiore di 3 mesi o il semplice uso di analgesici o ogni combinazione dei precedenti farmaci per più 15 giorni al mese per un periodo superiore ai tre mesi. Tale abuso va eliminato, tornando ad un uso massimo di due dosi per attacco per non più di 2-3 cefalee alla settimana, oppure attraverso l’uso di farmaci preventivi.
Articoli correlati:
18 Ottobre 2013
© Riproduzione riservata
Gli speciali
Sanità digitale per garantire più salute e sostenibilità. Ma servono standard e condivisione
I più letti

Meloni: “Sulla sanità rivendico l’azione del Governo. Su liste d’attesa tempi ancora troppo lunghi ma alle Regioni dico: facciamo squadra”

Decreto Pnrr. Sì alla fiducia alla Camera. Precari stabilizzati, medici di famiglia fino a 72 anni, cantieri sbloccati e farmaci più veloci

Sanità ad una svolta, o si interviene o bisogna affidarsi alla sorte

Direttori di UOC, se si smonta, pezzo per pezzo, il governo aziendale del Ssn

Sciopero delle farmacie private, adesione al 70%: “Federfarma ascolti la piazza, contratto non più rinviabile”

Farmaci. Ecco come la guerra in Medio Oriente potrebbe trasformarsi da una crisi di approvvigionamento in una emergenza globale

Meloni: “Sulla sanità rivendico l’azione del Governo. Su liste d’attesa tempi ancora troppo lunghi ma alle Regioni dico: facciamo squadra”

L'Argentina ufficializza l'uscita dall'Organizzazione mondiale della Sanità

Infanzia e alimentazione. La Norvegia vieta la commercializzazione di cibi e bevande non salutari

La guerra in Medio Oriente ferma un terzo della produzione mondiale di elio. Ecco come le risonanze magnetiche rischiano di spegnersi