In Italia madri sempre più anziane. Calano aborti e cesarei
“Di fronte a questo quadro di luci e ombre, lanciamo un appello alle Istituzioni perché sia tutelata la ginecologia italiana, un’eccellenza del nostro sistema sanitario. Dopo tanti tagli si torni a investire nella formazione di giovani medici, si dia seguito alla riorganizzazione dei punti nascita del 2010 e si giunga finalmente a una riforma del contenzioso medico-legale. L’Italia è il solo Paese dove gli errori clinici sono perseguibili penalmente”. Con queste richieste si apre oggi a Napoli il congresso nazionale dei ginecologi italiani Sigo-Aogoi-Agui che riunisce fino al 9 oltre 2.000 specialisti.
“La riforma dei punti nascita del 2010 – ha sottolineato il Presidente della Sigo, Nicola Surico – è rimasta in gran parte sulla carta e ancora troppi bimbi nascono in reparti materno-infantili non adeguati. La SIGO aveva applaudito a quella giusta e utile riorganizzazione. Dopo tre anni però solo una minima parte di queste strutture sanitarie è stata effettivamente chiusa. Manca (ed è mancata) la volontà politica di andare contro piccoli interessi locali. Per questo lo scorso 12 febbraio, per la prima volta nella storia, i ginecologi hanno scioperato”.
“Il 10% delle denunce contro i camici bianchi è a carico di noi ginecologi – ha affermato Vito Trojano, Presidente Aogoi – Nella stragrande maggioranza delle volte i casi di presunta malasanità si risolvono con un’archiviazione e il 62,7% delle strutture sanitarie sono prive di assicurazione per colpa grave. Una possibile soluzione è stabilire un tetto massimo dei risarcimenti come già avviene per esempio negli Stati Uniti. L’Italia è l’unico Paese al mondo (insieme, solo per certi versi, a Polonia e Messico) in cui gli errori clinici sono perseguibili penalmente. Un’anomalia che rende sempre più difficile svolgere in tranquillità il nostro lavoro”.
E il futuro non si presenta roseo. “Secondo le nostre previsioni nel prossimo decennio mancheranno all’appello oltre 500 specialisti – ha concluso Massimo Moscarini, Presidente Agiu – É necessario che il Ministero dell’Istruzione preveda già dal prossimo anno accademico un aumento del numero di specializzandi in ginecologia ed ostetricia che, nell’aprile 2013, è stato solo di 211 nuovi studenti”.
07 Ottobre 2013
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