Iss: “Salute della donne: attenzione cresciuta, in 10 anni quasi triplicati gli studi scientifici in Italia”
Sono state prodotte e pubblicate dal 2017 ad oggi, anno in cui è stato istituito il Sistema nazionale linee guida, anche 16 linee guida e raccomandazioni legate alla salute al femminile, relative agli ambiti dell’oncologia ginecologica e senologica, della salute riproduttiva, della ginecologia e uro-ginecologia e della gravidanza e percorso nascita.
Secondo una rielaborazione del Centro di medicina di genere dell’Iss, diretto da Elena Ortona, negli ultimi 10 anni gli studi che includono le differenze di genere riguardano la cardiologia(+52%), i tumori (+50%), l’efficacia delle terapie oncologiche (+44%), le strategie di prevenzione e stili di vita (+53%), il diabete (+52%), le malattie autoimmuni (+61%), gli effetti delle vaccinazioni (+44%).
Progressi sull’endometriosi e la fibromialgia e per la prevenzione dei tumori ginecologici
Il Centro di medicina di genere dell’Iss evidenzia anche che progressi sono stati fatti in questi anni, in termini di salute al femminile e prevenzione, con l’introduzione del test HPV per il tumore al collo dell’utero, che ha sostituito gradualmente il Pap-test nelle donne di età superiore ai 30 anni in molte Regioni. C’è stata inoltre una crescita della consapevolezza sull’endometriosi, con più iniziative per la diagnosi precoce e il riconoscimento della patologia come malattia cronica. Anche per la fibromialgia, prevalente nel genere femminile, è stata acquisita maggiore conoscenza e consapevolezza e sono state definiti i criteri diagnostici, come il dolore muscolo-scheletrico diffuso, e la presenza di specifiche aree algogene alla digitopressione (tender points).
In 15 anni mortalità ridotta di oltre il 20% per le donne giovani con tumore
Il Dipartimento di Oncologia e Medicina Molecolare dell’Iss, diretto da Mauro Biffoni, sottolinea che in oncologia si è assistito negli ultimi decenni ad un progressivo aumento della sopravvivenza in molti tipi di tumori maligni, frutto della introduzione di nuove terapie e di diagnosi in stadi più precoci che hanno interessato sia uomini che donne. Per quanto riguarda le donne la mortalità per tumori si è ridotta di oltre il 20% nella fascia di età 20-49 anni dal 2006 al 2021. Nel 2024 si stimava che vivessero dopo una diagnosi di tumore circa 2 milioni di donne di cui la metà con una sopravvivenza che superava i 10 anni, un dato indicativo dell’efficacia delle terapie disponibili.
Le sopravvivenze osservate portano a stimare che la speranza di guarigione, cioè di avere una vita di lunghezza uguale alle non malate, sia del 73% dopo una diagnosi di carcinoma della mammella, del 69% di tumore dell’utero, del 58% per il carcinoma della cervice uterina e del 32% per il carcinoma dell’ovaio. Negli anni più recenti sono state introdotte terapie farmacologiche selezionate per specifiche sottopopolazioni di pazienti che promettono di produrre ulteriori miglioramenti nella terapia delle forme avanzate di tumori di cui si vedranno i risultati nei prossimi anni.
Linee guida, 16 che accompagnano tutte le fasi della vita della donna
Il Centro Nazionale Clinical Governance ed Eccellenza delle Cure dell’Istituto Superiore di Sanità, diretto da Velia Bruno, ha contribuito alla promozione della salute femminile principalmente attraverso il lavoro del Sistema Nazionale Linee Guida, che rappresenta uno strumento centrale per garantire un’assistenza clinica di qualità, sicura e appropriata, fondata sulle migliori evidenze scientifiche disponibili.
Le 16 linee guida pubblicate e rese disponibili, che riguardano tumore della mammella, dell’utero e dell’ovaio, la preservazione della fertilità in chi affronta cure oncologiche, ma anche la gravidanza e la uro-ginecologia, vanno secondo quanto evidenziano gli esperti nella direzione di garantire cure efficaci, sicure ed eque lungo tutto il corso della vita femminile: dalla salute riproduttiva alla prevenzione oncologica, dalla gravidanza alla menopausa, fino alla presa in carico delle patologie croniche e degenerative.
Prendersi cura della salute femminile è costruire una società più equa
In occasione della giornata nazionale dedicata alla salute della donna, il Centro di riferimento per le Scienze Comportamentali e la Salute Mentale dell’Iss ricorda che sempre più evidenze mostrano come la salute mentale femminile sia influenzata da fattori biologici, ma anche da determinanti socioculturali come gli stereotipi e i ruoli di genere, la discriminazione, la violenza, le molestie, l’equilibrio tra vita privata e lavorativa e le condizioni socioeconomiche. Comprendere e affrontare queste dimensioni è essenziale per costruire percorsi di cura realmente efficaci ed equi. Il benessere psicologico delle donne, ricordano gli esperti Iss, è un pilastro per la salute pubblica e lo sviluppo sociale. Intervenire sui determinanti della salute mentale femminile, in tutte le fasi della vita, significa investire nel futuro della società tutta.
22 Aprile 2025
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