La Conferenza dei Rettori e il Consiglio universitario nazionale chiedono importanti modifiche. LE MOZIONI
1. che l’assunzione con contratto di lavoro subordinato a tempo determinato sia riservata esclusivamente agli specializzandi iscritti all’ultimo anno di corso;
2. che l’assunzione di cui al punto 1 sia possibile soltanto all’interno degli Ospedali del SSR facenti parte della rete formativa di qualità, da concordarsi fra le Università e le Regioni/Provincie autonome interessate;
3. che il progetto formativo sia deliberato dal Consiglio della Scuola, di cui fanno parte i responsabili delle UOC ospedaliere del SSR coinvolti nella rete formativa, unico garante del percorso complessivo dello specializzando in coerenza con quanto previsto dagli ordinamenti e dalle Tabelle formative delle Scuole;
4. che il periodo di un anno di contratto sia computato all’interno del periodo complessivo massimo di 18 mesi da svolgersi in strutture esterne alla Scuola.
Al Collegio dei Rettori si unisce anche il Consiglio universitario nazionale (CUN) che in una mozione che “ai fini di una adeguata formazione, così come definito nel DI 68/2015 e nel DI 402/2017, l'inserimento dei presidi ospedalieri e delle strutture territoriali del Servizio sanitario nazionale nella rete formativa delle specializzazioni mediche non può prescindere dalla valutazione del possesso dei requisiti strutturali e di qualità di cui al provvedimento indicato all’art 3 comma 3 relativo a requisiti e standard del DI 68/2015”
Il Cun sottolinea inoltre che “la rete formativa, oltre a dover essere definita su base regionale o interregionale, in base a specifici Accordi o Protocolli di Intesa promossi dalle Università interessate, deve rispondere a criteri qualitativi e quantitativi definiti nel DI 68/2015 e 402/2017 e adeguati a fornire una qualificata formazione, secondo i piani formativi deliberati dal Consiglio della Scuola”.
Per il Cun, poi, “lo specializzando non può essere impiegato in autonomia nella assunzione di competenze di natura specialistica, ma necessita di un costante affiancamento da parte del tutor che è il principale responsabile degli atti medici svolti dallo specialista in formazione”.
05 Giugno 2019
© Riproduzione riservata
Gli speciali
Sanità digitale per garantire più salute e sostenibilità. Ma servono standard e condivisione
I più letti

Emergenze infettive, alto isolamento e biocontenimento: Spallanzani e Aeronautica Militare insieme per formare gli operatori sanitari

Farmaci innovativi. L’accesso è bloccato dalla burocrazia: per un professionista su due il nodo sono piani terapeutici, note e autorizzazioni

Un accordo ad hoc per riempire le Case di Comunità e rispettare la scadenza del Pnrr. Obbligo per i medici di famiglia fino a 6 ore a settimana. Ecco la proposta di Regioni e Ministero della Salute

Case di comunità. Segnali di disgelo. Schillaci: “Troveremo un accordo”. Scotti: “Disponibili a trattare, ma servono anche specialisti”

Case di Comunità. In Veneto accordo Regione-medici di famiglia: presenza dal lunedì al venerdì, 8-20. Fino a 10 ore aggiuntive a 60 euro l’ora

Rette RSA e Alzheimer: la giurisprudenza svolta. Per la prima volta un Tribunale condanna direttamente anche una Regione

Medico di famiglia. Anatomia di un fallimento

Enpam. Scontro M5S-Giorgetti sulle pensioni dei medici. Castellone: “Investimenti a rischio, c'è un'inchiesta della procura di Milano”

Dottori anche con la laurea triennale: perché continuare a sminuirli?

Medici di famiglia, la riforma Schillaci si ferma. La maggioranza frena sul passaggio alla dipendenza