Le Politiche nazionali tornino ad essere protagoniste in sanità
Questa funzione, che deve evidentemente rimanere centrale, diventa ancora più essenziale in una fase di richiesta di autonomia differenziata. Da questo punto di vista, il “vantaggio” della Sanità rispetto agli altri settori è senza ombra di dubbio quello di avere già consolidato una buona esperienza nella “gestione” dei LEA: l’esperienza della Sanità conferma che si può avere autonomia senza effetti centrifughi, se però essa è preceduta (il contrario sarebbe pericolosissimo) dalla definizione del core dei diritti di cittadinanza. Ma, come già qualcuno ha notato, i LEA non possono essere ridotti ad una mera lista di prestazioni.
Essi sono prima di tutto il frutto di un pensiero condiviso sui livelli di equità che si vogliono perseguire. La crescente richiesta di autonomia richiede, anche, una chiara definizione del posizionamento del SSN (e quindi dei SSR) nel sistema Paese: i rapporti con il mondo industriale, con quello della sussidiarietà, etc. non possono essere lasciati alla spontanea (e quindi per lo più disordinata) aggregazione dei comportamenti regionali (e poi magari anche locali). In altri termini, le Politiche nazionali diventano, in modo apparentemente paradossale, tanto più importanti, quanto più si va verso una crescente autonomia. Da qui la scelta di sottolineare nel titolo del Rapporto l’importanza di (ri)vedere “Politiche nazionali” a più ampio respiro, dopo alcuni anni di orientamento esclusivo all’efficientamento. Rimane nel titolo un punto interrogativo, che evidentemente non esprime una aprioristica sfiducia, quanto vuole mettere in guardia dal rischio di piegare le Politiche nazionali alla rincorsa di soluzioni a problemi specifici, perdendo di vista il quadro di insieme.
Dopo anni di politiche prone alla necessità di riportare in sicurezza il sistema da un punto di vista finanziario, c’è infatti bisogno di tornare alla “macro-economia”, dimostrando capacità di lettura dell’evoluzione di un sistema che rappresenta insieme un pilastro essenziale del Welfare nazionale, ma anche la terza industria del Paese.
Il richiamo del XV Rapporto Sanità è quindi, in primo luogo, quello sulla necessità di coniugare nelle Politiche nazionali sia obiettivi di finanza pubblica, sia assistenziali, che di sviluppo economico; ne segue che devono essere compatibili le politiche di (ri) finanziamento con le “nuove Governance”, in primis farmaceutica, ma senza dimenticare i dispositivi medici e l’impatto dell’ICT in Sanità. In secondo luogo, a immaginare il futuro del SSN guardando ai trend in corso nel resto del mondo, tanto da un punto di vista dei livelli welfare offerti, quanto dell’evoluzione tecnologica: il Rapporto sottolinea come le “traiettorie” italiane siano sempre più discrasiche rispetto a quelle dei Paesi con cui siamo usi confrontarci. In terzo luogo, quello di coniugare fra loro le politiche settoriali: l’esempio delle politiche sul personale da rapportare a quelle sullo sviluppo dell’assistenza primaria, ci sembra un esempio davvero eclatante, che abbiamo voluto approfondire partendo dai “numeri” disponibili. In quarto luogo, quello di ricordare che la sopravvivenza del SSN si basa anche sul governo dei livelli di solidarietà e perequazione messi in atto, e che un SSN universalistico affiancato ad un sistema fiscale iniquo, produce effetti indesiderabili; in un momento in cui si vuole riordinare (giustamente) la politica delle compartecipazioni, non si può cadere nell’errore di non guardare anche agli effetti reali della redistribuzione in atto.
Quindi, concludendo, autonomia e Politiche nazionali, sono due facce della stessa medaglia, entrambe condizioni per disegnare il necessario adeguamento del sistema sanitario alle sfide sociali e tecnologiche che ne stanno modificando i connotati: sarebbe perdente doverle rincorrere, per non averle sapute precedere a causa di una insufficiente vision politica.
Federico Spandonaro
Daniela d’Angela
Barbara Polistena
Fonte: estratto dall’Executive summary del 15° Rapporto Crea-Sanità
11 Dicembre 2019
© Riproduzione riservata
Ultime analisi e review da QS Pro Gold
I più letti

Lorenzin (Pd) a Schillaci: “La sanatoria no vax apre la strada all’interferenza della politica sulla deontologia medica”

Aspiranti medici di famiglia, entrate al corso di formazione specifica con gli occhi aperti e piena consapevolezza

Medici di famiglia: se un lavoro non lo sceglie quasi nessuno, il problema è il modello, non i medici

Comparto Sanità Il nodo risorse frena il rinnovo del contratto 2025-2027. Aumenti medi di 240 euro al mese per gli infermieri. I sindacati: poche risorse. Aran: "Cifre diffuse non corrispondono alla bozza"

Estati torride, l'aria condizionata non è sostenibile sul lungo periodo. Gli scienziati cercano alternative

Benzodiazepine. Stop alla ricetta elettronica: funzionalità sospesa dopo il caos organizzativo

Riflessione di un Tecnico sanitario di radiologia medica

Lorenzin (Pd) a Schillaci: “La sanatoria no vax apre la strada all’interferenza della politica sulla deontologia medica”

Lombardia. Le immagini diagnostiche sul Fascicolo Sanitario Elettronico

Influenza. Via libera alla Circolare 2026-2027: vaccino raccomandato a partire dai 6 mesi. Soglia per i vaccini potenziati abbassata a 60 anni