Ma tra Fimmg e Smi è polemica su Atto d’indirizzo
“Appare paradossale – afferma la Fimmg – e ai limiti del tragicomico, quello a cui si sta assistendo per la negoziazione dell’Acn della Medicina Generale. Nell’ambito del serrato confronto di stamani Fimmg ha illustrato e sostenuto le principali criticità contenute nella bozza di parte pubblica che la rendono inemendabile e ha proposto un metodo di lavoro funzionale ad una riscrittura dell’articolato che muovesse da un ulteriore approfondimento delle proposte delle OOSS da parte della Sisac”.
“A fronte di una posizione condivisa – prosegue la nota – sul metodo da praticare per il proseguo delle trattative, proposta da Fimmg, accettata da Sisac e apparentemente anche dalle altre OOSS presenti al tavolo di trattativa odierno, si assiste a distanza di poche ore all’espressione di posizioni contradditorie da parte di una sigla sindacale. Come sempre abbiamo sostenuto, e come testimonia nella storia delle trattative il rapporto non sempre coerente tra Atto di Indirizzo e conseguente ACN quale effetto della negoziazione, non ci interessano le polemiche su uno strumento di parte pubblica ma ci interessa invece operare per il risultato finale, ovvero l’ACN che sarà firmato”.
Per la Fimmg “è ormai evidente a tutti che la modalità di confronto, in particolare di una sigla sindacale, è pretestuosa e improduttiva. Pertanto abbiamo avanzato formalmente alla Sisac la richiesta di un tavolo sindacale separato per consentire alla trattativa di procedere concretamente senza perdersi in polemiche strumentali, necessarie a coprire l’assenza di contenuti e di un progetto che dia futuro alla Medicina Generale”.
“Appare evidente – specifica il comunicato – , anche dai dati dell’Ente di previdenza citati stamane al tavolo di trattativa, che la Medicina Generale italiana ha la necessità impellente di un ACN che affronti le tematiche del ricambio generazionale, risolva il problema occupazionale e di precarietà ingravescente legata ad un aumento delle uscite e a una riduzione dei soggetti aventi diritto all’entrata. Rimane inoltre necessario un intervento non più rimandabile che crei uno sviluppo delle cure primarie a partire dalla Medicina Generale con l’aumento della sua autonoma capacità organizzativa e della intensità assistenziale, entrambe adeguate alle variazioni delle esigenze dei nostri pazienti nei prossimi anni (Long Term Care, cronicità, fragilità, nuovo modello di continuità dell’assistenza)”.
Niente diretta streaming. “Infine – sottolinea la Fimmg – prendiamo con dispiacere atto delle affermazioni di stamani del coordinatore Pomo, che pur auspicando lo streaming delle trattative ne ha dichiarato l’impossibilità realizzativa per vincoli legislativi: i medici di medicina generale avrebbero il diritto di constatare direttamente l’incoerenza di chi in conferenza stampa sconfessa quanto poco prima affermato in trattativa, compresa la disponibilità dichiarata a confrontarsi sui temi specifici dell’Atto di indirizzo che si sono sempre contestati”.
12 Luglio 2016
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