Melanoma. Promettenti risultati dal farmaco sperimentale BMS-936558
Il farmaco – prodotto da Bristol & Myers – riesce infatti a riattivare il sistema immunitario contro le cellule tumorali. In particolare, impedisce che le cellule tumorali stimolino un interruttore cellulare denominato PD1, un recettore che ha un ruolo importante nelle risposta immune e che può aiutare le cellule tumorali ad evadere la distruzione da parte del sistema immunitario. In questa maniera, le cellule tumorali verrebbero colpite dal sistema immunitario che le distruggerebbe.
I trial sono stati condotti su 296 pazienti con melanoma, cancro al colon-retto, carcinoma polmonare non a cellule piccole e tumore ai reni. Buone risposte alla terapia sono state ottenute in 14 su 76 pazienti con tumore del polmone, 26 su 94 pazienti con melanoma e 9 su 33 pazienti con tumore del rene. Molti di questi pazienti hanno risposto alla terapia per 12 mesi o anche più, e hanno continuato a mostrare segni positivi – almeno fino al momento in cui lo studio è stato presentato.
Il farmaco è stato inoltre tutto sommato ben tollerato, si è osservata tossicità solo nel 14% dei pazienti, e gli effetti collaterali mostrati erano simili a quelli di altre terapie antitumorali.
Riattivare il sistema immunitario dei pazienti con tumore contro il tumore stesso è sempre stata un’idea affascinante ma che non si è mai tradotta in risultati concreti. “Dopo molti anni di studi negativi l’idea di riattivare il sistema immunitario contro il cancro sembra finalmente dare qualche risultato positivo e potrebbe essere una pietra miliare per i trattamenti successivi del cancro in combinazione con le altre armi terapeutiche tradizionali”, ha commentato Umberto Tirelli, direttore del dipartimento di Oncologia medica dell’Istituto Tumori di Aviano. “Risultati così promettenti nel tumore del polmone, se confermati, sarebbero finalmente una prima tappa decisiva per il controllo di questa malattia tumorale che è così frequente anche nel nostro paese e colpisce quasi 40.000 italiani l’anno, con un mortalità che si avvicina all’80% e che, quando non è operabile, è molto difficilmente controllabile”.
Questi risultati preliminari sono così interessanti che ora la Bristol sta sviluppando protocolli successivi necessari per l’approvazione del farmaco in clinica.
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05 Giugno 2012
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