Mele (Paidoss): “La campagna Aifa è una iniziativa di civiltà”
“Per quanto ci riguarda la campagna ha il nostro pieno sostegno”, ribadisce Mele, ”perché serve a fare chiarezza e a definire una volta per tutte il rapporto corretto tra bambino, pediatra e farmaco. Il bambino con patologia deve avere a disposizione il farmaco, inteso come risorsa per la sua pronta guarigione: le medicine sono la risorsa che consente di raggiungere questo risultato ma a condizione che vengano prescritte dal medico pediatra, il solo che può garantire con la sua competenza la sicurezza e l'efficacia delle cure. Purtroppo ciò non sempre avviene perché figure terze "adattano" posologia e tempi della terapia sulla base di un giudizio personale”.
È questo il messaggio che secondo lei emerge dalla campagna di AIFA? “Assolutamente. Non è corretto da un punto di vista medico trattare il bambino come un piccolo adulto, come un adulto dimezzato. Questo è un errore chiave che non garantisce alcun riscontro terapeutico e rischia invece di innescare fenomeni di farmacoresistenza o l'insorgere di effetti collaterali. Il metabolismo dei bambini è differente da quello degli adulti e come ogni pediatra sa bene, la prescrizione deve essere fatta seguendo, come criterio, non solo quello dell'età, ma soprattutto quello del peso dell’anamnesi e della clinica “.
La parola "sperimentazione", citata nello spot, ha generato qualche perplessità. Come la giudica? “La sperimentazione di fase quattro è un passo obbligatorio, secondo le normative europee”, dichiara Giuseppe Mele. “Viene compiuta solo da pediatri specializzati registrati in un albo apposito delle ASL e che hanno ottenuto l'abilitazione sulla base di studi specifici ed eticamente corretti. Sono medici preparati appositamente per questo compito e la loro presenza è la garanzia della massima sicurezza per i pazienti. Non trovo corretto irrigidirsi davanti alla parola "sperimentazione": senza questo passaggio fondamentale non è possibile alcun progresso terapeutico. Ma ci sono tutte le garanzie perché questa venga effettuata con sicurezza: evocare scenari differenti non è corretto da un punto di vista formale e sostanziale”.
Che cosa risponde a coloro che, sulla base di quanto dice lo spot, affermano che AIFA sta ammettendo di fatto una scarsa sicurezza dei farmaci? “È una posizione strumentale”, risponde Mele. “Il fatto che molti pediatri utilizzino farmaci off label non significa che non sappiano che cosa stanno facendo. La polemica scambia la causa con l'effetto perché l'utilizzo off label è la conseguenza di una mancanza di farmaci ad uso specificamente pediatrico. La sicurezza di impiego di un farmaco si raggiunge solo seguendo le indicazioni del medico e la campagna di AIFA va proprio in questa direzione”.
02 Luglio 2014
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