Mencacci (Sip): “Non usare la psichiatria per giustificare gli assassini”
Questo sulla scorta di diversi dati, tra i quali quelli dell’Istituto Europeo di Ricerche Economiche e Sociali (Eu.r.e.s.), che dimostrano che in oltre 400 casi, solo il 3,6 % degli uomini che hanno ucciso una donna erano portatori di una malattia mentale. “Nella stragrande maggioranza dei casi ci troviamo piuttosto davanti a uomini che hanno comportamenti violenti, aggressivi, prepotenti, semplicemente una personalità antisociale ed egoistica, che non tollerano la possibilità per la donna di operare scelte diverse e autonome”, spiega Claudio Mencacci, Presidente della Società Italiana di Psichiatria e Direttore del Dipartimento di Salute Mentale – Ospedale Fatebenefratelli di Milano.
Per questo la Sip ha deciso oggi di dichiarare “in maniera forte” il “non riconoscimento di nessuna forma di patologia sottostante ad un crimine così odioso”. Piuttosto gli psichiatri confermano la richiesta di “attenzione, prevenzione ma anche di repressione particolarmente severa nei confronti degli uomini autori di questo tipo di reato”.
“Troppo spesso, ricorrendo a giustificazioni psicopatologiche che non hanno nessun fondamento, questi assassini si vedono rapidamente ridotte, nei diversi gradi di giudizio, le pene che erano state comminate”, afferma Mencacci. Che precisa: “Gli psichiatri italiani non vogliono rendersi responsabili in nessun modo – e lo dicono con chiarezza – di fornire una pur minima sponda o giustificazione a crimini che sono da sempre odiosi, ma che finalmente la nostra società sta imparando a riconoscere come tali. Anche se c’è ancora molto lavoro da fare. Polizia, Carabinieri, magistrati, giudici, operatori devono sempre e comunque mettere in sicurezza le donne, potremmo chiamarla ‘sicurezza preventiva’. È il loro dovere”.
25 Novembre 2013
© Riproduzione riservata
Ultime analisi e review da QS Pro Gold
I più letti

Lorenzin (Pd) a Schillaci: “La sanatoria no vax apre la strada all’interferenza della politica sulla deontologia medica”

Aspiranti medici di famiglia, entrate al corso di formazione specifica con gli occhi aperti e piena consapevolezza

Caldo estremo, FADOI: “Sopra i 40 gradi il corpo può non riuscire più a disperdere il calore”

“Il medico non può essere il tappabuchi del sistema. E nella PA la nostra dirigenza deve diventare ‘speciale”. Intervista a Di Silverio (Anaao)

Medici di famiglia: se un lavoro non lo sceglie quasi nessuno, il problema è il modello, non i medici

Benzodiazepine. Stop alla ricetta elettronica: funzionalità sospesa dopo il caos organizzativo

Caldo e diabete, il caso Zverev ricorda i rischi dell'estate: "Attenzione ai sensori per la glicemia"

Riflessione di un Tecnico sanitario di radiologia medica

Farmaci. Aifa aggiorna quattro Note: ormone della crescita, infertilità, anticoagulanti e Bpco

Lorenzin (Pd) a Schillaci: “La sanatoria no vax apre la strada all’interferenza della politica sulla deontologia medica”