Mons. Crociata (CEI): “La presenza della Chiesa nel mondo della salute dovrà crescere”
Monsignor Crociata è intervenuto oggi pomeriggio a Roma per aprire i lavori del convegno promosso dall'Ufficio per la pastorale della sanità della Conferenza Episcopale Italiana (Cei) dal titolo "Un nuovo paradigma per la sanità in Italia. La Chiesa a servizio del cambiamento”. Un convegno che muove i passi dalla crisi che il Paese, e con esso il sistema sanitario e i cittadini, stanno vivendo. Che non è però solo una crisi economica. Emergono, secondo il segretario generale della Cei, “problemi nuovi e complessi, a volte generati da cioè che in un primo momento si era salutato come straordinaria innovazione scientifica o economica, oppure come un ‘diritto’ irrinunciabile in una società ‘emancipata’”. Ma che invece, secondo Mons. Crociata, ha deluso. E ora, “non possiamo non guardare con preoccupazione – ha aggiunto – alla diversa qualità e quantità dei servizi offerti da regione a regione, alla rottura dell’alleanza medico-paziente, con le ben note conseguenze di conflittualità e di medicina difensiva, alle prevedibili conseguenze di ulteriori tagli alla spesa sanitaria, se questi non saranno accompagnati da un percorso profondo, efficace e virtuoso di riorganizzazione dei servizi e degli sprechi. Ci preoccupa, in modo particolare, il futuro delle numerose opere ecclesiali, che svolgono un servizio totalmente equiparato a quello pubblico, che sono molto apprezzate dai cittadini e che spesso spendono meno degli ospedali pubblici, ma che, a differenza degli ospedali pubblici, in molte regioni non vengono adeguatamente rimborsate per il loro servizio e che sono comunque pagate in ritardo e costrette a indebitarsi con le banche”.
Lo scopo del convegno è quindi quello di rinnovare un appello alla società civile e alla politica per cogliere l’attuale contesto come opportunità di cambiamento. “Già dal 2008 – ricorda il segretario generale della Cei – avevamo manifestato l’urgenza di una riforma del welfare nella direzione della tutela della dignità della persona umana, dell’equità e della sostenibilità”. Ora è tempo di cambiare. Bisogna, però, “guardare con attenzione ai valori in gioco e alla direzione verso cui si desidera andare”, ha sottolineato Mons. Crociata. Detto in altre parole, “emerge l’esigenza di un nuovo paradigma che possa guidare le trasformazioni in atto nel mondo della salute e del welfare”. Che “per l’antropologia e la morale cristiana, rappresentano un banco di prova fondamentale e, insieme, un terreno decisivo per la nuova evangelizzazione. Farsi carico della propria e dell’altrui fragilità rappresenta – ha concluso Mons. Crociata – una formidabile risorsa di educazione alla fede, alla relazione con gli altri e alla dottrina sociale della Chiesa”. Un terreno, dunque, dove la Chiesa vuole essere sempre più presente, facendosi operatore e promotore di questo cambiamento. Che deve avvenire in tempi rapidi. Perché “in un mondo che cambia velocemente, anche la sanità deve cambiare e la formazione, l’organizzazione il lavoro dei professionisti devono evolversi”.
Giovanni Rodriquez
18 Giugno 2012
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