Neonatologi Sin: “Investire sui primi 1000 giorni di vita per migliorare la salute futura di madre e neonato”
“È ampiamente dimostrato – aggiunge Agosti – come il piccolo attui una comunicazione continua con la mamma sin dalle prime settimane di gestazione, una vera e propria simbiosi fisica e relazionale, che si instaura fin dall’inizio della gravidanza. I primi nove mesi in utero e i successivi 24 dopo la nascita sono il periodo in cui si verificano i più grandi cambiamenti nella vita, sia in senso positivo sia in senso negativo. In particolare, le malattie non trasmissibili da adulti trovano spesso la loro origine in stili di vita, abitudini ed errori in questa fase iniziale, ad esempio sovrappeso e obesità portano a diabete, ipertensione e malattie cardiovascolari. Ed è su questo periodo che dobbiamo investire per migliorare la salute futura del piccolo e della sua mamma, per offrire le stesse opportunità di salute, indipendentemente da dove si partorisce e si nasce”.
Secondo le stime più recenti, ricorda la SIN, ogni anno quasi 300.000 donne perdono la vita a causa di una gravidanza o di un parto; oltre 2 milioni di bambini muoiono nel loro primo mese di vita e circa 2 milioni nascono morti. Si tratta di circa 1 morte evitabile ogni 7 secondi. Le morti materne e neonatali si verificano in tutto il mondo, ma la stragrande maggioranza si concentra nei paesi più poveri e in quelli che affrontano conflitti e altre crisi. Più in particolare, sul versante neonatale, le complicanze legate alla prematurità sono oggi la principale causa di morte dei bambini sotto i 5 anni in tutto il mondo.
“Negli ultimi decenni in Italia abbiamo attraversato una rivoluzione nell’assistenza ai neonati, soprattutto i prematuri: accanto alla tecnologia, è ormai chiara l’importanza della presenza dei genitori. Come è sempre più evidente il ruolo dell’allattamento materno per tutti i neonati come principale strategia di prevenzione per la salute futura del piccolo”, continua il Presidente Agosti. “Siamo impegnati sul campo tutti i giorni per migliorare la salute e il benessere dei neonati non solo nel nostro Paese, ma anche in regioni con risorse sanitarie limitate, come, ad esempio, in Africa occidentale, con il nostro gruppo di studio specifico di “Cure Neonatali nei Paesi a Risorse Limitate”. L’obiettivo principale è rafforzare i sistemi sanitari locali, garantendo continuità ai programmi di formazione e favorire l’accesso a cure neonatali essenziali, facendo leva su interventi a bassa tecnologia e bassi costi, ma mantenendo l’ambizione di migliorare i livelli assistenziali. Allattamento materno, kangaroo care e vicinanza dei genitori si confermano interventi a costo zero e dall’elevatissimo risultato”.
07 Aprile 2025
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