Nursind Sanità privata: “In stato di agitazione dal 17 maggio”
"Quattordici anni di sfruttamento per i lavoratori della sanità privata che non si sono tirati indietro neanche durante l’emergenza Covid che li ha visti impegnati al pari dei lavoratori del pubblico a garantire il diritto di salute dei cittadini – afferma Romina Iannuzzi responsabile nazionale per la sanità privata di Nursind -, senza peraltro alcun riconoscimento economico e senza gli adeguati dispositivi di protezione individuale.
Di contro, invece, per Aiop ed Aris l’emergenza Coronavirus si è rivelata un’occasione da cui trarre profitto stipulando vantaggiosi protocolli di intesa con le Regioni.”
Tali protocolli prevedono, a fronte della disponibilità dei privati ad accogliere pazienti Covid, una remunerazione mensile da parte della Regione stessa pari al 95% di un dodicesimo del budget annuale, a prescindere dal valore della reale produzione, oltre a 700 euro per ogni giornata di degenza in terapia subintensiva, 1200 euro per ogni giornata di degenza in terapia intensiva e ai costi di farmaci e dispositivi di protezione. Come dire che il vero core business della sanità privata è fare profitto.
"La misura era già colma – continua Iannuzzi -, l’emergenza ha solo dato l’ennesima dimostrazione delle reali intenzioni delle associazioni datoriali. Non sarà più consentito tale atteggiamento, tale mancanza di rispetto, tale mancanza di considerazione per i loro dipendenti che sono parte integrante delle strutture.”
"Tocca mettere fine a questo mercanteggiare sul lavoro e sulla dignità degli operatori, sanitari umiliati per l’ennesima volta. Non siamo disponibili ad andare oltre- conclude Romina Iannuzzi-, per questo il NurSind ha indetto in data 17 maggio lo stato di agitazione di tutti i lavoratori della sanità privata, riservandosi sin da ora, in caso fallisse il tentativo di conciliazione, di avviare una giornata di sciopero nazionale e ulteriori iniziative di protesta che si renderanno necessarie."
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18 Maggio 2020
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