Nursing Up: “Atto di indirizzo equilibrato, pur in un quadro economico assolutamente insufficiente”
“Abbiamo ricevuto la bozza dell’atto di indirizzo del Comitato di Settore, in vista della prima giornata della tornata contrattuale del prossimo 20 marzo. Visti i contenuti del documento, possiamo di certo esprimere una moderata soddisfazione perché risponde a molte delle nostre richieste anche se, e questo c’è da sottolinearlo, vi sono dei profili di criticità che ci vedranno combattere con decisione ai tavoli contrattuali e nei confronti di un Governo, che ancora non adotta un provvedimento di legge in grado di sterilizzare l’applicazione della norma sull’esonero contributivo, come invece aveva promesso, in virtù della quale, nei casi in cui la retribuzione imponibile superi il limite previsto, cosa plausibile per molti colleghi interessati, non spetterà alcuna riduzione della quota di tasse a carico del lavoratore”. Così Antonio De Palma, Presidente Nazionale del Nursing Up.
“Nella sostanza – rileva – gli aumenti contrattuali potrebbero far scattare questo meccanismo, annullando gli aumenti contrattuali stessi, sino a ridurre addirittura l’attuale retribuzione complessiva dell’interessato. Durante i nostri confronti con il Presidente del Comitato di Settore, dott. Marco Alparone, avanzammo esplicita richiesta, come d’altronde facemmo con il Ministro della Salute, quando ottenemmo che fosse inserita in legge di bilancio la specifica norma sulla valorizzazione delle professioni assistenziali, al fine di aumentare l’indennità di specificità infermieristica così come quella di tutela del malato, destinata agli altri operatori sanitari”.
“Allo stesso modo – prosegue -, abbiamo insistito per un atto di indirizzo che valorizzasse gli incarichi professionali di base, cioè quelli destinati ai professionisti che non hanno altri incarichi di media o elevata complessità, pur nella consapevolezza che le risorse a disposizione sono limitate (ci sono circa 500 milioni, dal momento che un miliardo viene assorbito dall’indennità di vacanza maggiorata), ed il documento che abbiamo tra le mani prevede, seppur con il detto limite delle risorse, l’introduzione di norme contrattuali di flessibilità del valore economico dell’incarico di cui parliamo, finalizzate alla valorizzazione del personale interessato, con previsione di una fascia economica entro la quale gli enti potranno definire un differente valore di tali incarichi.
Ed ancora, abbiamo chiesto che le consistenti risorse già destinate al personale di Pronto Soccorso con leggi speciali (si parla di quasi 140 milioni),vengano differenziate in base ai profili, perché è inimmaginabile che professionisti sanitari percepiscano la medesima indennità di chi, tra gli altri operatori, non ha rischi e responsabilità paragonabili”.
“In occasione dei nostri confronti con il Presidente Alparone – rileva De Palma -, abbiamo anche sollecitato attenzione per le particolari condizioni di lavoro alle esigenze di conciliazione dei tempi di vita e lavoro, ed ai diritti legati alla mensa per il personale turnista , oltre a chiedere norme contrattuali che contrastino l’abbandono della professione da parte dei profili sanitari.
Ebbene, gran parte delle nostre richieste ha trovato un feedback positivo nell’atto di indirizzo con il quale inizieremo, il prossimo 20 marzo, le trattative per il rinnovo del CCNL. Dobbiamo riconoscere, come è nostro stile, che il Presidente Alparone si è dimostrato coerente con le posizioni di condivisione dichiarateci durante i nostri confronti, e si è assunto responsabilità di non poco conto”.
“Naturalmente – precisa – ora la palla passa alle parti contrattuali, che dovranno fare in modo di riempire di contenuto i perimetri delineati da questo importante documento che, seppur nei limiti delle risorse poste, e che non smetteremo mai di dire andrebbero integrate, rappresenta un punto di partenza equilibrato, che consentirà ad ARAN e sindacati che sceglieranno di fare bene il proprio lavoro, di portare a casa risultati concreti”.
“Ciò posto, occorre aprire i riflettori anche su quelle che Nursing Up considera essere le criticità del provvedimento, ce ne sono diverse, oltre agli aspetti delle risorse più volte citati. Una per tutte, ma solo come esempio, la ipotizzata possibilità di superare il limite mensile di sette turni di pronta disponibilità, cosa per noi irricevibile, trattandosi di un limite posto a tutela dell’incolumità psicofisica degli operatori interessati, e sul quale siamo pronti a dare battaglia, come in passato, perché destinato alla tutela della salute psico-fisica degli operatori sanitari”, conclude.
13 Marzo 2024
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