Nursing Up: “Sciopero va avanti fino alle 24, su Ccnl faremo referendum”
Così Antonio De Palma, presidente del sindacato degli infermieri Nursing Up, commenta la pre-intesa del Ccnl comparto Sanità relativo al triennio 2016-2018, sottoscritta da Cgil, Cisl e Uil, ma non dai sindacati autonomi di categoria che hanno indetto lo sciopero di 24 ore di oggi. Un'agitazione che ha raccolto l'80% delle adesioni, con la chiusura di sale operatorie, ambulatori e servizi in tutta Italia.
"Noi non abbiamo firmato la pre-intesa perché riteniamo che il nuovo contratto sia peggiorativo – sottolinea – e non restituisca dignità alla gente che rappresentiamo. Dopo tanti anni di sacrifici gli infermieri meritavano una maggiore considerazione, invece ciò che cambia rispetto a prima è solo una sorta di concessioni che ci hanno voluto fare. Come il riconoscimento del tempo divisa di un quarto d'ora, su cui ci battiamo da tempo immemore".
"E tutte le nostre richieste che fine hanno fatto? Le avevamo avanzate da lunga pezza – osserva De Palma – e gli infermieri stamane in piazza Santi Apostoli le hanno gridate a gran voce. Invece sono rimaste lettera morta. Questo è un contratto pre-elettorale che non mette al centro i professionisti sanitari ma solo la volontà di portare a casa un risultato da parte del Governo”. “Dopo oltre 30 ore di trattative – conclude il sindacalista Nursing Up – mi aspettavo qualcosa di più: ricordo che questa convocazione all'Aran è stata fissata ad hoc, proprio il giorno che precedeva lo sciopero nazionale che avevamo indetto dapprima e, guarda caso, è stata tirata allo stremo delle forze proprio il giorno dello sciopero".
23 Febbraio 2018
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