Oliverio (Calabria): “Valutiamo ricorso contro decreto che riteniamo incostituzionale”
"Questo governo ha ulteriormente aggravato la situazione, perché è venuto in Calabria ad aggiungere all'inganno la beffa. Quando il governo di un Paese – ha sostenuto Oliverio – si muove per svolgere una riunione del Consiglio dei ministri in un territorio sulla base di una valutazione allarmata sulle condizioni di quel territorio, credo che la prima cosa che debba fare, al di là delle appartenenze, è sentire, confrontarsi con chi ha la responsabilità di governare quel territorio in quel momento. Purtroppo, questo non è avvenuto".
"Naturalmente, ognuno ha il suo approccio con i problemi, ma – ha proseguito il presidente della Regione – credo che questo sia stato un errore, un atto di arroganza e chiusura assolutamente non giustificato e non giustificabile. Non nego di aver avuto un'attesa rispetto alla convocazione del Consiglio dei ministri, e mi aspettavo che all'ordine del giorno di questo Consiglio dei ministri ci fossero provvedimenti importanti su Gioia Tauro, per l'occupazione giovanile, per il sostegno alle imprese, per nodi importanti per le infrastrutture come lo sblocco dello studio di fattibilità, per l'Alta Velocità per la quale abbiamo destinato risorse al momento congelate per i ritardi del governo, per la Zes. Mi aspettavo insomma provvedimenti in direzione di un sostegno al lavoro che si sta facendo per dare più velocità alla crescita della Calabria, invece niente di tutto ciò".
Secondo Oliverio, "questo provvedimento per la sanità, tra l'altro, ripeto, a nostro parere incostituzionale, non per affrontare i problemi della sanità, non c'è una norma che contiene il rafforzamento dei servizi sanitari, a partire dallo sblocco delle assunzioni. In questo decreto c'è solo l'obiettivo di allargare i poteri del governo nella gestione della sanità, appropriandosi delle funzioni residue che sono rimaste alla Regione, perché il governo da dieci ani gestisce la sanità calabrese attraverso la nomina di suoi commissari. Oggi con questo decreto si allargano i poteri del governo. Ma in Calabria – ha affermato il presidente della Regione – se fallimento, c'è ha fallito il governo. Oggi c'è un'operazione tesa dal punto di vista mediatico a cambiare le carte in tavola e di rappresentare su altri la responsabilità che è propria del governo".
18 Aprile 2019
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