Oliverio: “Si apre una nuova fase. Prima tappa: Stati Generali della Sanità”
"La Calabria, come è noto, è sottoposta al Piano di rientro ed a Commissariamento in ambito sanitario. Al fine di pervenire alla ristrutturazione del settore, dopo la previsione di un Piano di Rientro, il 30 luglio 2010 la sanità calabrese fu sottoposta a commissariamento e nominato, quale commissario, il presidente pro tempore Scopelliti. Da quel momento è iniziato per la nostra regione uno dei periodi più difficili della sua storia", ha detto Oliverio. Secondo il quale oggi “siamo di fronte ad un fallimento sancito e confermato da tutti i verbali ministeriali analizzati in questi anni, e soprattutto alla luce del rapporto 2016 sul coordinamento della Finanza pubblica appena redatto dalla Corte dei Conti, nonché dai risultati indiscutibili che oggi sono sotto gli occhi di tutti, e sanciscono il fallimento della gestione commissariale. Sei anni di commissariamento non solo non sono serviti a risolvere alcuni annosi problemi della nostra sanità quali inefficienze, sprechi, localismi e casi si scarsa trasparenza, ma spesso li hanno paradossalmente aggravati". A conferma di ciò il Presidente della Regione ha citato una serie di dati. Uno su tutti: a fronte di una soglia minima di 160 punti per i LEA (Livelli essenziali di assistenza), la Calabria è passata dai 131 punti del 2011 ai 137 del 2014".
"Ciò – ha aggiunto Oliverio – documenta in maniera inoppugnabile l'incapacità del commissariamento di incidere, almeno fino ad oggi, sulla situazione rilevata all'atto dell'insediamento del primo Commissario, avvenuta nel 2010. Dati negativi anche per 'attività assistenziale ospedaliera', passata dai 171 ricoveri ogni mille abitanti, a fronte di un target di riferimento pari a 160, ad un inopportuno 139,2, come se i calabresi avessero drasticamente ridimensionato il loro fabbisogno di salute rispetto alla media degli italiani. Ma, cosa ben più grave, è aumentata la mobilità passiva extra regionale, che è passata dal 17,2% del 2011 al 20,1% del 2014". Inadeguata la rete dell'emergenza-urgenza mentre, secondo i dati forniti dal presidente Oliverio, è peggiorata l'assistenza territoriale. Altrettanto critica, secondo il presidente, la situazione in tema di prevenzione.
"E' evidente – ha commentato il Presidente della Regione – che nella nostra regione non si fa più prevenzione organizzata delle malattie oncologiche. Un dato, tra gli altri, appare emblematico: gli esami mammografici sono passati dai 20 mila del 2009 ai 7 mila del 2015.. Inefficienze organizzative inaccettabili riguardano anche la durata della degenza media preoperatoria, e sono peggiorate le performance delle strutture ospedaliere regionali. Altra storia senza fine è la dubbia concretizzazione del protocollo d'intesa tra la Regione e l'Università di Catanzaro. Tale farsa ha raggiunto l'apoteosi con il Decreto del Commissario ad acta n. 30/2016 di riordino della rete ospedaliera che ha visto trasferire di colpo un intero Dipartimento, quello materno infantile di Terapia intensiva neonatale, all'Azienda ospedaliera universitaria "Mater Domini" presso la quale lo stesso Decreto non prevede l'esistenza in un Pronto soccorso. Appare – secondo Oliverio – evidente la debolezza contrattuale della gestione commissariale che ha raggiunto livelli inauditi di discrezionalità che hanno toccato l'acme nel mantenimento illogico, irrazionale, di doppioni in alcune Aziende a scapito di altre".
Il Presidente Oliverio ha quindi formulato una serie di proposte per "una visione unitaria del Servizio sanitario regionale che superi la logica degli adempimenti burocratici e tracci le direttrici sulle quali risanare e rilanciare la sanità calabrese". "Bisogna – ha detto – ripartire da una analisi dei bisogni di salute delle popolazioni, tenendo conto della loro distribuzione nei territori e delle condizioni orografiche e della viabilità. Occorre che negli ospedali hub e spoke siano previste tutte le funzioni assistenziali organizzative e che i reparti raggiungano livelli dimensionali di equilibrata distribuzione necessari a garantire qualità assistenziale e sostenibilità economica. Affinché la programmazione non rimanga un mero atto amministrativo, ma si traduca in un cambiamento e miglioramento dell'efficienza e della qualità assistenziale occorre coinvolgere gli attori del cambiamento, operatori, direttori generali delle AO e delle Asp, per stimolarli in una collaborazione più positiva. Anche sugli investimenti ex art. 20 la Regione vuol far sentire la propria voce".
01 Aprile 2016
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