Pani e Melazzini: “Dati testimoniano evoluzione spesa in linea con i big trend nel mondo della medicina”
“È importante sottolineare il ruolo del Servizio Sanitario Nazionale – ha proseguito Melazzini – che ha rimborsato più del 76% della spesa farmaceutica, cresciuta nel 2015 del 8,6%. In particolare le strutture sanitarie pubbliche hanno visto incrementare (+24,5%) le voci di costo legate all’acquisto dei nuovi farmaci innovativi, soprattutto quelli per il trattamento dell’epatite C”.
“Dal punto di vista dei consumi – ha rilevato Melazzini – i dati mostrano invece un andamento sostanzialmente stabile, ogni italiano ha assunto in media 1,8 dosi di farmaco al giorno. Confermate le differenze di genere con le donne che presentano una prevalenza media d’uso maggiore rispetto agli uomini, nella fascia compresa tra i 15 e i 64 anni questa differenza è pari al 10%. Le donne inoltre mostrano livelli di prescrizioni più elevati per i farmaci antineoplastici, del Sistema Nervoso Centrale e dell’apparato muscolo-scheletrico”.
“Tra le Regioni, il Lazio è quella con la quantità massima di consumi (1.248,9 dosi ogni 1000 abitanti die), seguito dalla Puglia (1.235,7 DDD/1000 ab. die) e dalla Sardegna (1.219,1 DDD/1000 ab. die). La spesa lorda pro capite è maggiore in Campania (222,5 euro pro capite), seguita da Puglia (214,8 euro pro capite) e Calabria (208,9 euro pro capite)” ha concluso Melazzini.
“Sono ancora i medicinali per il sistema cardiovascolare si confermano la categoria maggiormente consumata dagli italiani, seguiti dai farmaci dell’apparato gastrointestinale e metabolismo, dai farmaci del sangue e organi emopoietici e dai farmaci per il Sistema Nervoso Centrale, fra questi gli antidepressivi SSRI si confermano i più utilizzati” ha sottolineato il Direttore Generale dell’AIFA, Luca Pani.
“In termini di impatto sulla spesa farmaceutica complessiva i farmaci antimicrobici sono al primo posto, mentre gli antineoplastici ed immunomodulatori si confermano al secondo e fanno registrare incrementi nei consumi (+1,9%) e nella spesa (+7,5%) da parte delle strutture sanitarie pubbliche” ha aggiunto Pani.
“I medicinali a brevetto scaduto rappresentano quasi il 70% dei consumi – ha commentato – ed è in aumento anche l’utilizzo dei biosimilari, soprattutto delle epoetine (+49%) e della somatropina (+21,5%), con effetti positivi sulla spesa farmaceutica”.
“Nel 2015 diminuiscono sia il consumo (-2,7%) che la spesa (-3,2%) di antibiotici. Anche l’utilizzo inappropriato di questa classe di farmaci è in diminuzione rispetto alle precedenti rilevazioni, e si attesta al di sopra del 30% in tutte le condizioni cliniche studiate. L’utilizzo inappropriato degli antibiotici per le infezioni delle vie respiratorie è presente soprattutto al Sud e nelle Isole, nella popolazione femminile e negli anziani” ha affermato il Direttore Generale.
“La spesa SSN per i farmaci anti Epatite C per l’anno 2015 è stata pari a 1,7 miliardi di euro (7,8% della spesa SSN), corrispondente ad un consumo di 7,3 milioni di dosi giornaliere. Sofosbuvir è il primo principio attivo per spesa seguito dall’associazione sofosbuvir/ledipasvir. I Registri di Monitoraggio rivelano che a dicembre 2015 erano stati avviati 31.069 trattamenti, i trattamenti avviati ad oggi sono 49.715” conclude Pani.
21 Giugno 2016
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