Pelissero (Aiop): “Il numero di posti letto non può essere criterio per chiudere Case di cura”
Nelle ultime settimane il dibattito è stato animato soprattutto dal tema dei piccoli ospedali e delle piccole case di cura e sulla possibilità di chiudere o meno queste strutture. “La discussione è stata però troppo spesso viziata da valutazioni quantitative – mette in guardia – mentre bisogna elaborare i giudizi sulla base della funzionalità”. E su questo aspetto Pelissero chiarisce quali sono i criteri da adottare. “Non ha senso fissare delle soglie numeriche per i posti letto, perché così si rischia di ragionare in astratto e di penalizzare l’efficacia. E’ invece molto più utile valutare il conto economico mettendo in relazione il valore delle prestazioni erogate e il costo della struttura”. Un approccio basato esclusivamente su una visione dimensionale non basta, anzi può deformare la realtà. “E’ fondamentale riuscire a contestualizzare – sottolinea – Per esempio in molte realtà europee, Austria e Svizzera in primis, ci sono ospedali da 40-45 unità. Nessuno propone di chiuderli, poiché presentano un elevatissimo tasso di efficienza. E lo stesso principio deve valere anche per l’Italia. Non si dismettono le piccole strutture a priori, perché potrebbero essere molto funzionali per il loro ambiente di riferimento. Invito a costruire coefficienti che includano tre aspetti essenziali: il rapporto tra costi e ricavi, il profilo ambientale e le dinamiche organizzative”.
Nel complesso Pelissero ha poi lanciato un appello affinché “la sanità non sia più aggredita da manovre di cassa che hanno sfiancato la sanità, soprattutto dal 2011 a oggi – attacca – prima con Tremonti e poi con una spending review calibrata su criteri sconsiderati. Questo non significa però restare immobili, ma sviluppare la capacità di aggredire gli sprechi per innescare qualità ed efficienza. E in questo senso una delle priorità è costituita dalla trasparenza, con la pubblicazione puntuale e completa dei bilanci per giudicare effettivamente il lavoro svolto”. Il presidente Aiop ha infine auspicato che venga del tutto accantonato l’approccio incentrato sui tagli lineari e che metta in campo “una revisione della spesa interna al Ssn, in modo che – conclude – le risorse liberate possano essere utilizzate per incrementare la qualità delle prestazioni erogate”.
10 Dicembre 2013
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