Pesentazione del Rapporto, gli interventi delle istituzioni
A sostenere con forza la necessità di dare uniformità alle cure e di restituire a un governo centrale il timone è la senatrice Maria Rizzotti, vicepresidente della commissione sanità. Comunque, sul fronte delle cure i risultati raggiunti in Italia sono tangibili. Anche se bisogna aumentare le azioni di contrasto.
“Grazie alle azioni di contrasto abbiamo raggiunto grandi risultati – ha spiegato Antonio Tomassini, presidente dell’associazione d’iniziativa parlamentare e legislativa sulla salute e prevenzione – siamo migliorati del 20% nel contrastare i disturbi lievi e del 50% per quelli complicati. Gli infarti sono diminuiti del 50%, le malattie neurologiche del 37%. I morti sono scesi del 21%. Tutto questo è un viatico importante per continuare su questa strada. Le sfide da perseguire ora sono l’accesso all’innovazione: dobbiamo avere più coraggio, quello che costa oggi fa risparmiare domani. L’altra sfida è la territorializzazione. Si parla di hub & spoke ma dobbiamo realizzarlo veramente. Anche perché di Hub ne vedo molti, spoke pochi. Bisogna continuare a lavorare sul fronte della prevenzione – ha aggiunto – che deve però essere affrontata in un’ottica di dinamicità con piani diagnostico terapeutici e sorveglianza stretta. Ma occorre anche rivedere Drg e i Lea, perché quello creato 25 anni fa ha fatto il suo tempo”.
La perseveranza e il lavoro svolto in questi anni hanno dato quindi risultati importanti, ma non bisogna abbassare la guardia. Soprattutto difronte alla differente offerta di cure tra Regione e Regione. Ne è convinta la senatrice Emanuela Baio, presidente del comitato nazionale per i diritti della persona con diabete. “È di grande soddisfazione sapere che il lavoro svolto nella passata legislatura ha raggiunto importanti obiettivi – ha detto – ma subito dopo bisogna cercare di capire come possiamo tradurre questa l’eredità per continuare a crescere, per rispondere alle criticità in primis al federalismo disordinato. Abbiamo una rete di centri per il diabete diversissimi tra loro e non abbiamo criteri scientifici estendibili a tutto il territorio. C’è una multidisciplinarietà diversa”.
Come uscire dall’impasse? Per Baio bisogna innanzitutto alle Regioni che hanno avuto il coraggio di recepire il piano nazionale per il diabete: “Sono quattro i punti fondamentali del piano: le hight care, le cure farmacologiche, il salf care e il corretto stile di vita. Sull’aspetto farmacologico le società scientifiche continuano a lavorare. Ma c’è un punto critico che riguarda il self care: ogni Regione fa quello che vuole, anche perché non c’è un controllo centrale. L’autocontrollo è invece essenziale per la persona diabetica e esige una educazione costante del paziente. Per questo – ha concluso – propongo di partire dalla Basilicata, una regione che sta lavorando da tempo su questo aspetto con l’istituzione di un osservatorio, per diffondere questo modello sul territorio nazionale”.
20 Novembre 2013
© Riproduzione riservata
Gli speciali
Sanità digitale per garantire più salute e sostenibilità. Ma servono standard e condivisione
I più letti

Intramoenia. Cresce uso del Cup per le prenotazioni. Ma su alcune visite e ricoveri resta il nodo del divario con il regime istituzionale

Decreto Pnrr. Ok con fiducia dal Senato, il testo è legge. Precari stabilizzati, medici di famiglia fino a 73 anni, cantieri sbloccati e farmaci più veloci

Senza fissa dimora. Via alla sperimentazione nelle città metropolitane. Schillaci: “Un diritto all'assistenza finora negato”

Sciopero delle farmacie private, adesione al 70%: “Federfarma ascolti la piazza, contratto non più rinviabile”

Sanità, Festività Soppresse: la Cassazione fa chiarezza. La retribuzione deve essere “piena” e inclusiva di tutte le indennità

Farmaci. Ecco come la guerra in Medio Oriente potrebbe trasformarsi da una crisi di approvvigionamento in una emergenza globale

Meloni: “Sulla sanità rivendico l’azione del Governo. Su liste d’attesa tempi ancora troppo lunghi ma alle Regioni dico: facciamo squadra”

Infanzia e alimentazione. La Norvegia vieta la commercializzazione di cibi e bevande non salutari

La guerra in Medio Oriente ferma un terzo della produzione mondiale di elio. Ecco come le risonanze magnetiche rischiano di spegnersi

Intramoenia. Cresce uso del Cup per le prenotazioni. Ma su alcune visite e ricoveri resta il nodo del divario con il regime istituzionale