Prematurità. Il Position Paper dell’Osservatorio O.N.DA
Il Position Paper fotografa lo stato dell’arte della prematurità nella regione Lazio, fornendo dati epidemiologici, e presenta alcune possibili azioni da intraprendere in fase pre-natale e post-natale. Dalla definizione di strategie per il riconoscimento precoce delle patologie materne e fetali che si associano alla prematurità (screening per riconoscere i fattori di rischio quali ipertensione, infezioni, malformazioni) allo sviluppo di una rete assistenziale di sorveglianza in gravidanza, garantendo continuità assistenziale alla diade mamma-bambino, fino all’organizzazione di una rete di Terapie Intensive Neonatali (TIN) in numero adeguato sul territorio regionale, distribuite in maniera uniforme e fino alla la definizione del percorso di follow up neonato logico (programmazione delle visite specialistiche e calendario vaccinale).
Sono solo alcune delle opportunità di intervento presentate nel Position Paper, che fornisce indicazione sull’ottimizzazione del trasporto neonatale in utero (mamma e bambino inscindibili), sull’ottimizzazione delle cure all’interno della TIN e sul contenimento dei costi di ospedalizzazione attraverso una maggiore attenzione alla prevenzione delle complicanze a lungo termine e dei percosi follow-up.
I dati del Position Paper
In Italia, ogni anno nascono 50mila bambini prematuri, di cui più di 30mila late preterm, nati cioè tra la 34 e la 36 settimana gestazionale, rappresentando circa il 7% di tutti i neonati.
Nel Lazio, le nascite premature sono presenti in percentuale che dal 5% nei primi anni Ottanta è aumentata all’8% nel 2010, secondo i dati riportati nel Position Paper. I neonati che necessitano di cure intensive sono tra il 2% e il 5%: nel territorio laziale esiste un network dei centri di Terapia Intensiva Neonatale (TIN) composto da 10 strutture distribuite sul territorio. Tra i neonati che necessitano di cure intensive quelli con età gestazionale molto bassa (<32 settimane) o peso
alla nascita molto basso (<1500 grammi) costituiscono il gruppo a maggior impatto sulla rete assistenziale, si legge nel Paper.
Le complicanze legate alla nascita pretermine possono manifestarsi anche a lungo termine, in particolare quelle respiratorie e quelle neurologico-sensoriali.
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22 Novembre 2014
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