Regione Lazio: “Dal 2013 in azione per risolvere il problema. Già investiti quasi 40 milioni”
Fondi che, spiega la Regione, sono stati suddivisi in un appalto di I fase, "pressoché ultimato", ed uno di II fase in corso di esecuzione. "L’appalto di I fase ha riguardato sia i Comuni aderenti al Gestore unico Talete SpA sia quelli non aderenti, caratterizzati dalla presenza di acque ad uso umano con concentrazione di arsenico superiore a 20 µg/l. L’intervento ha previsto la realizzazione di 34 potabilizzatori in 18 Comuni, per un costo complessivo di circa 13 milioni di euro, comprendendo in tale somma anche la realizzazione di 3 potabilizzatori rientranti in II fase, riguardanti Grotte di Castro e Mazzano Romano. Ad oggi, gli interventi di I fase risultano ultimati, con acqua dearsenificata immessa in rete, fatta eccezione per l’impianto di Bagnoregio, bloccato dalla Sovrintendenza e riprogettato, e per gli impianti di II fase (Grotte di Castro e Mazzano Romano)".
Per gli interventi di II fase (ovvero quelli relativi ai Comuni aventi nelle acque concentrazioni di arsenico comprese tra i 10 e i 20 microgrammi/litro), "si prevede la realizzazione di 49 potabilizzatori in 35 Comuni, per cui la Regione Lazio ha stanziato l’importo complessivo di 24.235.000 euro. Per questa II fase, si è stabilito di procedere separatamente per i Comuni aderenti al gestore unico del S.I.I. Talete SpA e per quelli non aderenti".
La Regione Lazio ricorda inoltre di avere stanziato per la I fase un ulteriore importo di circa 3 milioni e, "in questo modo, ha inteso far fronte all’attività di affiancamento gestionale per sei mesi, sostenendo anche i costi per la sostituzione del materiale filtrante in corso di esaurimento. In questo quadro, la nuova azione dell’Amministrazione regionale è già rivolta ad una nuova prospettiva infrastrutturale, una progettualità che riguarda un territorio vasto e variegato sotto il profilo geologico. Si è infatti deciso di impegnare fondi europei per 110 milioni di euro anche per opere finalizzate al raggiungimento di un assetto più stabile e definitivo, attraverso la creazione di nuove connessioni tra acquedotti finalizzate alla miscelazioni di acque provenienti da siti diversi, così da addolcire la presenza di arsenico”.
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10 Luglio 2014
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