Ricciardi (Iss): “Uniformare l’assistenza su tutto il territorio coniugando qualità, sostenibilità ed equità nell’accesso alle cure”
Presidente Ricciardi, quale importanza sta assumendo l’Istituto nelle aree della clinical governance?
Il Governo, il Parlamento e le Regioni hanno affidato all’ISS compiti importanti in materia e l’istituzione di ben due centri dedicati a questa attività, oramai fondamentale per la sopravvivenza di ogni sistema sanitario nazionale, sta facendo dell’Istituto uno dei nodi centrali della rete nella quale devono essere definite le più corrette azioni di governance in sanità.
Insieme ad AIFA e AGENAS, per le rispettive competenze, sarà importante avviare un’attività fortemente basata sull’evidenza scientifica se si vuole la sopravvivenza di un sistema pubblico ed universalistico.
I nostri due Centri, quello per l’Eccellenza Clinica, la Qualità e la Sicurezza delle Cure e quello per l’Health Technology Assessment, sono espressamente dedicati a questi compiti: valutare l’appropriatezza dei percorsi diagnostico-terapeutici e definire, secondo gli obiettivi che ci sono stati assegnati dalla Legge, le migliori Linee Guida a livello nazionale.
L’Istituto potrà svolgere questi compiti anche perché i due centri saranno coordinati in un programma esplicitamente dedicato alla Clinical Governance e si avvarranno anche delle competenze presenti negli altri dipartimenti e centri dell’Istituto che sono chiamati a lavorare in sinergia moltiplicando le diverse esperienze a servizio di un disegno capace di indicare le più efficaci strategie di sanità pubblica.
Come è nata l’idea di coinvolgere in maniera sistematica le strutture esistenti sul territorio?
Il nostro sistema sanitario, come tutti sanno, non è omogeneo ed è difforme per qualità e quantità di servizi. Un cittadino sa bene che, a seconda della sua residenza, potrà usufruire di percorsi diagnostici, assistenziali e terapeutici spesso differenti. Anche l’offerta farmaceutica per alcune patologie, si pensi per esempio, a quelle rare, muta con il mutare dei confini geografici regionali.
Questo determina una grande eterogeneità, anche se sul territorio nazionale ci sono professionalità ed esperienze di assoluto valore. L’idea di coinvolgere il territorio nel nostro sforzo di uniformare l’assistenza coniugando qualità, sostenibilità ed equità nell’accesso alle cure, nasce dalla volontà di valorizzare le esperienze migliori, quelle che fanno di questo sistema un esempio anche per l’Europa e che possono essere una risorsa nel definire le strategie più efficaci, efficienti, eque ed umane.
Tutto il ripensamento dell’Istituto è avvenuto attraverso il concetto di rete, immaginando la costruzione di un sistema in cui ogni competenza lavora in sinergia con l’altra per la costruzione di un sistema a forte tenuta. Immaginiamo queste strutture, selezionate attraverso precisi criteri, come alcune delle maglie di questa rete nella quale offrire i migliori modelli di diagnosi, cura e assistenza.
Quali impegni sta assumendo l’Istituto in quest’area?
Quello di fare da coordinamento e cassa di risonanza per valorizzare le migliori professionalità del Paese e favorire il trasferimento delle migliori pratiche in tutte le sue regioni, cercando di far si che le disuguaglianze vengano ridotte e le professionalità eccellenti vengano ulteriormente valorizzate.
15 Novembre 2017
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