Scaccabarozzi: “Basta ostacoli ad accesso innovativi”
“Il settore del farmaco biotech in Italia – ha affermato Scaccabarozzi –è dinamico, altamente tecnologico e innovativo. Con 175 imprese, 1.410 milioni di investimenti annui, 4.864 addetti in R&S, grandezze per il 75% determinate dall’industria farmaceutica, rappresenta un valore per i singoli territori e una leva di crescita per l’intero Paese da valorizzare nel migliore dei modi. È importante eliminare tutti gli ostacoli che impediscono l’accesso rapido ai medicinali innovativi, che in Italia possono arrivare fino a 2 anni dopo rispetto ai principali Paesi UE. Con conseguenze negative sia per i cittadini che per le imprese. Sono quindi necessari un quadro normativo stabile, condizioni competitive rispetto ai big Ue e tempi più brevi per l’accesso all’innovazione e il pagamento dei debiti della Pubblica Amministrazione. Senza poi dimenticare la tutela della proprietà intellettuale”.
“Nel nostro Paese – ha proseguito Scaccabarozzi – si sta passando da una forma di assistenzialismo statale ad una forma di assistenzialismo coatto privato. Ma non è questo ciò di cui abbiamo bisogno. Bisogna passare a una gestione etica e al vero sviluppo, con una presa di responsabilità da parte di tutti”.
“Non c’è bisogno di agevolazioni e finanziamenti, è sufficiente che le aziende operino in mercati certi e che siano pagate – continua – La politica rappresentata qui questa mattina dal ministro Quagliariello è la politica che vogliamo, quella di cui il Paese ha bisogno. Come detto dal ministro, le Istituzioni devono mettersi a disposizione delle imprese per attrarre investimenti nel Paese, perché solo così si fa ripresa; mi sembra che questo Governo, con tutte le difficoltà, stia andando in questa direzione, mi auguro che ci riesca o le imprese continueranno a soffrire”.
Scaccabarozzi ha poi toccato il tema del tavolo sulla farmaceutico che era partito alla fine della passata legislatura. “A breve ripartirà il tavolo” sulla farmaceutica. E in questo quadro il presidente di Farmindustria ha sottolineato che “la riconferma del sottosegretario Claudio De Vincenti rappresenta un felice anello di continuità”. Proprio il sottosegretario “ci ha già assicurato la volontà di dare continuità al progetto” e “mi auguro che il tavolo possa ripartire già prima della chiusura estiva”.
Altro argomento ‘caldo’ riguarda il decreto che sblocca i pagamenti dei debiti della pubblica amministrazione che “per noi non ha risolto il problema” perché “la legge è così complicata che è impossibile da applicare e quindi è impossibile essere pagati”.
“Anche con la fattura devo aspettare che mi si certifichi il credito. Ad oggi sono stati certificati solo 3 milioni di euro di crediti, il sistema così non può reggere”.
Il settore, ha ricordato, “ha il 30% dei debiti non pagati, circa 4,5 miliardi”. Risorse con cui “bisogna anche pagare gli stipendi”.
Infine, il presidente di Farmindustria ha commentato la richiesta di maggiore ascolto fatta ad Aifa insieme ad Assogenerici e Federfarma. “È venuto il momento di considerare il nostro settore nel suo insieme non si può pensare al farmaco come un costo senza vedere che dietro c’è un apparato industriale. Quando si prendono alcune iniziative ci vorrebbe maggiore concertazione. E penso che avere portatori d’interesse diversi che stanno insieme nell’ottica di contribuire a trovare soluzioni comuni sia un bel segnale”.
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11 Giugno 2013
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