Silvestro (Ipasvi): “Serve una formazione ad hoc per gli infermieri sempre in prima linea”
Un fenomeno quello della violenza sulle donne di proporzioni davvero drammatiche: Il 38% delle donne assassinate nel mondo muore per mano del partner, mentre soltanto una quota tra il 6 e il 2% degli omicidi di uomini è imputabile alle compagne. Basterebbe soltanto questo dato a fotografare quello che l’Organizzazione mondiale della Sanità non esita a bollare come «un problema di salute pubblica di proporzioni epidemiche».
“Gli infermieri sono da sempre in prima linea non solo sul versante nel momento dell’emergenza , ma soprattutto nell’assistenza e nell’educazione necessaria a prevenire e affrontare questo fenomeno” continua nella sua dichiarazione Annalisa Silvestro che guida una professione è una professione per gran parte al femminile “è essenziale una formazione che insegni agli infermieri, come a tutti gli operatori sanitari, a riconoscere le donne a rischio di maltrattamenti e a offrire risposte efficaci”
Il sistema sanitario, attraverso un approccio di sanità pubblica, gioca un ruolo centrale nella prevenzione della violenza sulle donne identificando precocemente gli abusi e garantendo alle vittime le cure e i trattamenti appropriati. I dati presenti in letteratura sottolineano il ruolo importante che può essere svolto dai servizi di Emergenza-Urgenza nell'identificare e dare sostegno alle donne che vi accedono in quanto spesso costituiscono il primo punto di contatto con la vittima di violenza.
Purtroppo però spesso il silenzio avvolge in un cono d’ombra le donne. Le rende prigioniere della spirale. Ostacola l’acquisizione di dati certi. È anche contro il silenzio che bisogna lottare per prevenire la violenza.
Un ruolo cruciale, proprio secondo l’Oms, può essere svolto dagli professionisti sanitari. Come sa chiunque lavori in un pronto soccorso, le donne spesso cercano assistenza senza rivelare le cause delle loro ferite o del loro malessere.
Termina con un riferimento alla vita personale la senatrice Silvestro: “Come molti sanno provengo da un piccolo paese del Friuli. Ho da sempre respirato il profondo amore di mio padre e di mio nonno nei confronti delle loro compagne di vita che agivano un ruolo fondamentale nella vita della famiglia che si traduceva in un profondo rispetto. Auguro quindi una buona giornata a tutte le donne e ai compagni che le rispettano”
25 Novembre 2014
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