Sindrome metabolica. Saltare la colazione da adolescenti può aumentare il rischio di sviluppare la malattia da adulti
Lo studio ha preso in considerazione 889 studenti svedesi di Luleå che avevano terminato il nono anno scolastico del loro percorso formativo nel 1981, all’età di 16 anni, chiedendo loro cosa mangiassero per colazione. Quindi, a distanza di 27 anni da quella data – dunque all’età di circa 43 anni -, gli intervistati sono stati sottoposti ad un controllo per indagare l’eventuale presenza della sindrome metabolica o di qualche sotto-componente di questa forma patologica. Nello studio, la presenza di queste forme è stata stabilita in base ai criteri della International Diabetes Federation (IDF).
In particolare, la sindrome metabolica è un termine collettivo che racchiude numerosi fattori di rischio legati a disordini cardiovascolari. Sono inclusi in questa sindrome obesità addominale, alti livelli di trigliceridi dannosi, bassi livelli di ‘colesterolo buono’ HDL, alta pressione sanguigna, alti livelli di glucosio nel sangue (a digiuno).
Quali sono stati i risultati? Lo studio ha mostrato che i ragazzi che non mangiavano niente o mangiavano in maniera insufficiente a colazione manifestano da adulti la sindrome metabolica nel 68% in più dei casi rispetto agli altri. Questa conclusione è stata raggiunta tenendo anche in considerazione fattori socio-economici ed abitudini legate allo stile di vita dei giovani in questione. L’obesità addominale e alti livelli di glucosio nel sangue a digiuno, rilevati in questo studio, rappresentano i sotto-componenti che in età adulta potrebbero essere collegati in maniera ben determinata alla scarsa colazione da giovanissimi. “Ci occorrono altri studi per riuscire a comprendere il meccanismo coinvolto nella connessione tra una colazione insufficiente e la sindrome metabolica”, ha affermato Maria Wennberg, primo autore del paper, ma i nostri risultati e quelli di diversi studi precedenti suggeriscono che una colazione scarsa può avere un effetto negativo sulla regolazione dello zucchero nel sangue”.
Viola Rita
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12 Febbraio 2014
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