Smi: “Bene la scuola di specializzazione per la medicina generale, delusione per lo scudo penale”
Il varo del decreto legge sulle professioni sanitarie approvato dal Consiglio dei Ministri contiene delle misure condivisibili e altre meno, così Pina Onotri, Segretario Generale del Sindacato Medici Italiani.
Si attendevano con grandi aspettative le misure per lo scudo penale, un provvedimento richiesto dalle categorie mediche e dai sanitari per arrestare i fattori principali delle fughe e della disaffezione dei medici dalla professione. I piccoli accorgimenti, invece, previsti dal decreto (disfunzioni organizzative, carenza personale) sono già ampiamente previsti negli ordinamenti giudiziari. Bisognava rispondere con più decisione: sulla risoluzione delle 300 mila cause pendenti contro medici e strutture sanitarie, per la drastica riduzione della medicina difensiva e per limitare il rischio di cause legali, che attualmente hanno un costo stimato di circa 12 miliardi l’anno. Il provvedimento varato potrebbe essere un’ occasione persa.
L’articolo 5 del decreto legge che prevede, invece, la trasformazione del corso di formazione in medicina generale in scuola di specializzazione sembra che vada nella direzione giusta.
Siamo a favore, da molti anni, dell’istituzione di una Scuola di Specializzazione in Medicina Generale come già presente nel resto d’Europa. La normativa vigente affida l’insegnamento della medicina di famiglia agli Ordini Provinciali dei Medici che, organizzano i corsi scegliendo docenti e argomenti da trattare con criteri difformi su tutto l’ambito nazionale.
Occorre un vero e proprio salto culturale che porti a una nuova formazione per la medicina generale e la scuola di specializzazione universitaria, con uno specifico settore, che formi medici specialisti nelle cure primarie/assistenza sanitaria primaria. Questo consentirebbe di acquisire maggiori competenze, omogenee sul territorio nazionale e per affrontare, al meglio, le sfide del futuro. La costituzione di un settore scientifico disciplinare, permetterebbe, inoltre, ai giovani medici di avere nuovi incentivi per intraprendere la professione, d’ instaurare ruoli universitari, portando a sviluppare la ricerca sul territorio, elemento indispensabile per una qualità delle prestazioni.
05 Settembre 2025
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