Smi Lombardia: “Moratti apre strada alla privatizzazione della medicina territoriale”
“Secondo quanto affermato in una intervista a Bergamo TV sabato 23 ottobre 2021 non è il numero dei medici di assistenza primaria a mancare, ma il fatto che lavorino meno dei medici ospedalieri perché non sono organizzati in strutture ; tutto diventa un problema strutturale e non numerico”.
“Non è colpa della mancata programmazione sia ospedaliera che territoriale, né per la carenza di posti letto e di personale, né della carenza di scuole di specialità e di corsi triennali in medicina generale. Tale intuizione geniale abbia a che fare con la voluta istituzione delle case della salute o di comunità (più che case dovrebbero diventare dei grattacieli della salute per sopperire alla capillarità degli studi dei MMG ) e l’obbligatorietà dei medici a lavorare all’interno di tali strutture, si è palesato in maniera chiara. Allo stesso tempo, si punta ad ospedalizzare la medicina territoriale, aprire le porte alla privatizzazione, che diventerà sostitutiva e non integrativa, per eliminare la libertà di scelta del cittadino, annullando il rapporto fiduciario medico -paziente fidelizzando, ed orientando il cittadino più verso la struttura delle case di comunità”.
“Dove si trovava la dott.ssa Moratti quando gli ambulatori ospedalieri erano necessariamente chiusi durante il periodo Covid e quando le uniche strutture che rimanevano aperte erano gli studi dei medici di medicina generale che continuavano a presidiare il territorio per stare vicino anche ai pazienti affetti da patologie non solo legate al COVID? Dove era la dott.ssa Moratti quando noi continuavamo a piangere i colleghi che venivano strappati alle loro famiglie dal COVID, perché lasciati soli a combattere senza tutele, né difese? Dove era la dott.ssa Moratti quando migliaia di persone scendevano in piazza perché non trovavano il proprio medico di famiglia?”, chiede Scafuro.
“Pensavamo che una ventata di aria nuova fosse arrivata nei piani alti della sanità lombarda, ma se questi sono i risultati più che aria nuova sembra già inquinata. Molto probabilmente dovremmo far conoscere quanto importante sia la nostra presenza e scegliere momenti di protesta più incisivi; se questo dovesse essere necessario siamo già pronti” conclude il sindacalista dello Smi.
25 Ottobre 2021
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