Studio Iss: nei bimbi di Viterbo contenuti doppi. Nessun rischio per pane e alimenti
Ma a rischio sarebbero anche gli alimenti. Nei comuni del Lazio interessati dall'emergenza arsenico nell'acqua è a rischio anche la catena alimentare. Concentrazioni di arsenico superiori ai livelli consentiti sono state infatti rilevate, ad esempio, nel pane prodotto nell'area del viterbese. Su questo punto, però, nel pomeriggio è arrivata una nota dell’Iss che specifica come “in merito alle notizie circolate oggi relative allo studio sull'arsenico, l’Istituto Superiore di Sanità precisa che l’identificazione di alimenti, incluso il pane, con livelli di arsenico inorganico superiori a quelli misurati in aree non impattate, è servita a ricostruire il quadro dell’esposizione nella quale intervengono sia gli alimenti sia l’acqua, ma non rappresenta un pericolo per la salute. Non esistono limiti massimi stabiliti per legge sul contenuto di arsenico negli alimenti. E’ infondata la notizia di livelli di arsenico nel pane fuori norma. Inoltre, non vi sono evidenze del fatto che nella produzione alimentare siano mai state usate acque non conformi al limite fissato per l’arsenico, né nel Viterbese né altrove”.
Tornando allo studio, le analisi dell'Istituto superiore della sanità sono state condotte su campioni di unghie e urine di 269 soggetti sani (da 1 a 88 anni di età) residenti nelle aree a rischio. Nei viterbesi, la concentrazione della sostanza nelle unghie è risultata pari a 200 nanogrammi per grammo contro gli 82 nanogrammi di un gruppo di controllo nella popolazione generale. Per l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) l'arsenico è un elemento cancerogeno per il quale l'Ue ha disposto già dal 2001 precisi limiti.
“Il sistema si è attivato, ma no agli allarmismi: ora ci sono i dati per intervenire in maniera adeguata ed equilibrata", è stato il commento del ricercatore dell'Iss, Francesco Cubadda, responsabile dello studio. In termini di valutazione del rischio, ha precisato l'esperto, "bisogna sottolineare che 'esposizione' non equivale automaticamente a 'rischio per la salute', poiché vi è ancora incertezza sull'esistenza o meno di effetti dell'arsenico inorganico ai livelli espositivi misurati nelle province del Lazio interessate dallo studio”.
Articoli correlati:
12 Aprile 2013
© Riproduzione riservata
Gli speciali
Sanità digitale per garantire più salute e sostenibilità. Ma servono standard e condivisione
I più letti

Emergenze infettive, alto isolamento e biocontenimento: Spallanzani e Aeronautica Militare insieme per formare gli operatori sanitari

“Il Ssn è governato come una fabbrica di prestazioni. E ogni giorno 10 professionisti lo abbandonano prima della pensione”. L'Anaao Assomed lancia tre proposte per riformare la sanità: “È ora di cambiare modello o crollerà”

Anziani non autosufficienti. Pronto il Piano nazionale 2025-2027: focus su domiciliarità, Pua, Leps e presa in carico integrata

Un accordo ad hoc per riempire le Case di Comunità e rispettare la scadenza del Pnrr. Obbligo per i medici di famiglia fino a 6 ore a settimana. Ecco la proposta di Regioni e Ministero della Salute

Medici di famiglia nelle Case della comunità. Previsto un compenso di circa 40 euro l’ora

Emergenze infettive, alto isolamento e biocontenimento: Spallanzani e Aeronautica Militare insieme per formare gli operatori sanitari

Rette RSA e Alzheimer: la giurisprudenza svolta. Per la prima volta un Tribunale condanna direttamente anche una Regione

Medico di famiglia. Anatomia di un fallimento

Enpam. Scontro M5S-Giorgetti sulle pensioni dei medici. Castellone: “Investimenti a rischio, c'è un'inchiesta della procura di Milano”

Dottori anche con la laurea triennale: perché continuare a sminuirli?