Trojano (Aogoi): “Pma negli ospedali è altamente sicura e controllata”
“Il recente gravissimo e drammatico incidente verificatosi nell’Ospedale San Filippo Neri di Roma ha posto in luce la necessità dell’adozione di norme di sicurezza che garantiscano gli utenti, gli operatori e le strutture sanitarie nelle pratiche di Procreazione Assistita e Conservazione di cellule e tessuti umani”. Ma l’Aogoi e la Sio, “in questo momento di disorientamento dell’opinione pubblica”, sono intervenute per “respingere ogni tentativo denigratorio della qualità delle prestazioni erogate dalle strutture ospedaliere pubbliche e private e richiedere altresì al Ministero della Salute ed alle Regioni che in materia sono competenti, di mettere in atto ogni iniziativa che consenta, alle strutture del Sistema Sanitario Regionale di adeguarsi, ove necessario, a quelle che sono le giuste prescrizioni stabilite dalle norme vigenti”.
Trojano sottolinea come l’Agoi e la Sios “si sono impegnate costantemente nella collaborazione con gli organismi di controllo (Regioni e CNT) nel promuovere la formazione del personale dei centri di Pma a livello di tutto il territorio nazionale, collaborando anche a progetti internazionali sulla prevenzione e controllo degli eventi avversi nel campo della Fecondazione assistita e sollecitando anche il governo con una istanza specifica affinché i centri di Pma fossero ad esclusivo coordinamento dei ginecologi”. Il presidente dell’Aogoi ricorda poi come il recente recepimento da parte della Presidenza del Consiglio dei Ministri del documento approvato dalla Conferenza Stato-Regioni (15 Marzo 2012) definisca “un’uniformità di requisiti minimi organizzativi, strutturali e tecnologici delle strutture autorizzate per le procedure di Pma (L. 40/2004) ai quali ogni struttura operante in Italia deve adeguarsi, quali la Direzione dei Centri, la tipologia delle strutture e le procedure di sicurezza”. E ha assicurato che “le strutture del Servizio sanitario nazionale che svolgono pratiche di Pma operano sotto un costante controllo e attraverso sistemi di reclutamento e valutazione delle risorse umane, tecnologiche ed organizzative che offrono ampie garanzie all’utenza e ad esse le coppie possono rivolgersi con fiducia e sentirsi serene per la qualità e la sicurezza delle prestazioni erogate”.
Trojano ha poi sottolineato come “l’adeguamento rispetto ai requisiti prescritti impone che in alcune Regioni si debbano acquisire risorse umane e tecnologiche per ruoli per i quali è persino difficile definire i percorsi formativi ed i titoli, come l’Embriologo e l’Andrologo per i quali non esistono scuole di specializzazione o il Ginecologo esperto di Medicina della Riproduzione”. Secondo il presidente Aogoi, inoltre, occorre sostenere le strutture in attività, “destinando agli adeguamenti le risorse economiche previste dalla Legge 40, che, ci risulta, in alcune regioni non siano state utilizzate da oltre cinque anni e che debbono essere immediatamente messe a disposizione delle Aziende nell’interesse degli utenti. Da parte nostra – conclude il presidente Aogoi – mettiamo a disposizione delle Amministrazioni pubbliche e delle Aziende il nostro patrimonio di competenze e conoscenze scientifiche e cliniche”.
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02 Aprile 2012
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