Tutti i risultati del programma Figo sulla Salute materna e infantile
Il progetto era quello di ridurre la mortalità e la morbidità materna e infantile, con attenzione però a farlo nella maniera più adeguata in ogni singola nazione. Per questo Figo ha chiesto ai dieci paesi partecipanti (Haiti, Kenya, Kosovo, Moldavia, Nigeria, Pakistan, Perù, Uganda, Ukraina, Uruguay) di sviluppare il proprio piano d'azione rispetto alle esigenze singole, sostenendone poi la realizzazione.
In particolare:
– ad Haiti, una clinica è stata trasformata in un ospedale dotato di reparto maternità, il quale ha continuato a funzionare anche a seguito del terribile terremoto del 2010, risultando l'unico centro maternità dell'isola capace di fornire assistenza ostetrica alle donne durante il parto. “In questo modo – ha commentato Lalonde – abbiamo salvato dalla morte una media di 100 donne ogni mese”;
– in Kenya una clinica per la maternità è stata ingrandita con una sala operatoria, in modo da poter fornire cure migliori;
– in Kosovo sono stati stilati standard nazionali prima inesistenti, approvati dalle società scientifiche nazionali e dal Ministero della Salute;
– in Moldavia è stato isituito il registro nazionale delle morti perinatali;
– in Nigeria il Governo ha scelto di fornire magnesio solfato a tutti gli ospedali pubblici. “Si tratta di una sostanza poco costosa e facilmente reperibile che può prevenire la morte per eclampsia (una grave patologia della gravidanza caratterizzata da forti convulsioni), ma che non era disponibile nella nazione”, ha spiegato Lalonde. “Noi abbiamo comprato il primo set di rifornimenti, ma poi il Governo ha stanziato altri fondi per continuare a fornire il farmaco a tutti gli ospedali, e istituito una legge per la quale gli ospedali privati che ne sono sprovvisti devono indirizzare i pazienti verso il più vicino ospedale pubblico”;
– in Pakistan dieci donne sono state formate per dare assistenza ostetrica essenziale. “Nella zona rurale nella regione di Sindh esisteva un'unico struttura di servizio per le donne in gravidanza, che però funzionava solo dalle nove di mattina alle quattro di pomeriggio”, ha spiegato l'esperto Figo. “Dando la giusta preparazione a queste dieci donne della zona siamo riusciti a fornire assistenza 24 ore su 24”;
– in Perù è stato creato un reparto di ostetricia e di emergenza in una zona rurale in cui non esisteva assistenza essenziale;
– in Uganda è stata ripensata l'organizzazione della cura per fare in modo che professionisti clinici e non clinici collaborassero per l'assistenza nelle zone rurali;
– in Ucraina sono state ridotte le pratiche cliniche inappropriate durante il parto;
– in Uruguay è stata ottenuta una revisione legislativa sull'aborto e creato un dipartimento per la salute sessuale e riproduttiva all'interno del Ministero della Salute.
Ad oggi, la maggior parte dei progetti stanno continuando, al di là dei fondi della Figo. “Tra tre anni, al prossimo Congresso, vedremo i risultati ottenuti”, ha concluso Lalonde.
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11 Ottobre 2012
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