Validato l’algoritmo alla base dei pacemaker REPLY 200
L’Apnea Notturna è una patologia molto diffusa e raramente diagnosticata nei pazienti con pacemaker che aumenta il rischio di co-morbidità cardiovascolari e di mortalità. Essa complica inoltre la gestione delle comuni co-morbidità cardiovascolari, quali la fibrillazione atriale (FA) e lo scompenso cardiaco. “Le conseguenze dell’Apnea Notturna possono essere gravi. Tuttavia, nella maggior parte dei pazienti la patologia può essere curata in maniera efficace se diagnosticata in maniera appropriata”, ha detto Pascal Defaye, docente presso l’University Hospital di Grenoble. “Avere a disposizione un indicatore per i pazienti di pacemaker migliorerà la qualità dell’assistenza sanitaria che essi ricevono.”
Il campione del trial è stato di 36 pazienti non pre-selezionati con indicazione all’impianto. Tra il primo ed il secondo mese successivo all’intervento questi pazienti sono stati sottoposti sistematicamente all’esame della polisonnografia per diagnosticare i disturbi respiratori del sonno. Nella stessa notte, rilevazioni automatiche effettuate dai pacemaker REPLY 200 sono state comparate alla diagnosi effettuata dalla polisonnografia. La sensibilità e la specificità dell’algoritmo SAM nell’individuare l’Apnea Notturna di grado severo sono state rispettivamente dell’89% e dell’85%.
La popolazione di pazienti dello studio DREAM ha mostrato una generale prevalenza di apnea notturna di grado tra il moderato ed il severo nel 75% dei casi, ed una generale prevalenza di apnea notturna di grado severo nel 50% dei casi. La maggior parte di questi pazienti non accusava sintomi al momento dell’impianto di pacemaker.
13 Luglio 2013
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