Vargiu (Sc): “Basta pregiudizi ideologici su finanziamento Ssn. Si apra a fondi integrativi o franchige”
"Bisogna avere il coraggio di ammettere che nel nostro Paese esistono 21 sanità diverse che riescono a garantire in maniera non omogenea i Lea, generando una mobilità sanitaria passiva che non fa che penalizzare ulteriormente le zone più 'deboli' del Paese", ha aggiunto Vargiu. Riguardo poi la possibile chiusura di 175 piccoli ospedali, il presidente della Commissione Affari Sociali ha precisato che, in mancanza di ulteriori risorse da investire nel settore sanità, "andranno salvati anche i piccoli ospedali fatiscenti perché, in molte zone, sono gli unici presidi esistenti".
Il presidente Vargiu ha poi parlato della possibile riforma del Titolo V della Costituzione, evidenziando come, anche in questo caso, "va sfatato un mito, in quanto di fatto stiamo andando verso un accentramento del sistema. Con il Tavolo Massicci si ha, di fatto, un nuovo centralismo che spesso ha dimostrato di saper produrre risultati migliori dei Consigli regionali".
Infine, riguardo la crescita della spesa out of pocket, Vargiu ha lanciato una sfida: "Bisogna rompere questo pregiudizio ideologico sulle forme di finanziamento del Sistema sanitario nazionale – ha concluso – Il finanziamento tramite la fiscalità generale e i ticket non è sufficiente, bisogna ragionare anche sui fondi integrativi e i sistemi di franchigia".
In piena sintonia con le parole del presidente Vargiu anche il segretario generale di Cittadinanzattiva, Antonio Gaudioso, che ha iniziato il suo discorso intervendo per sfatare il mito sul Ssn italiano, giudicato tra i migliori al mondo. "Non è così – ha detto Gaudioso – o meglio, lo può essere a seconda dei territori che si prendono in considerazione: ci sono grandi eccellenze così come enormi buchi".
"Discutere oggi di buone pratiche in sanità – ha concluso Gaudioso – vuol dire parlare di un riformismo possibile, da attuare in tempi brevi".
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10 Dicembre 2013
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