Viceministro Guerra: “centrale la formazione degli operatori sanitari e sociali e delle forze dell’ordine”
"Per la prima volta nel nostro ordinamento viene riconosciuto che la violenza ha luogo soprattutto nelle relazioni e fra le mura domestiche. E che questo tipo di violenza non va giustificata (gelosia, onore, movente passionale), ma al contrario va contrastata con forza. Si riconosce poi che la violenza alle donne ha radici profonde, culturali e sociali e che non bastano interventi normativi per mettere la parola fine – aggiunge -.
Occorre un'azione coordinata a tutti i livelli di competenza, che, come prevede il decreto, dovrà coinvolgere in primo luogo la scuola, la formazione degli operatori sanitari, delle forze dell'ordine e degli attori sociali che entrano in contatto con le donne che denunciano la violenza, in coordinamento con i Centri anti-violenza che tanto hanno fatto sino ad ora, anche in sostituzione di un intervento pubblico spesso carente.
A riconoscimento della funzione essenziale che i Centri anti-violenza svolgono a fianco delle donne, i fondi a loro destinati sono resi strutturali e permanenti grazie agli emendamenti introdotti alla Camera", conclude Guerra.
11 Ottobre 2013
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