Zaia: “Veneto apripista nell’affrontare emergenza medici”
“La prima risorsa del sistema sanitario sono i medici e il personale della sanità – prosegue Zaia – Non permetteremo che gli ospedali e i centri di cura del Veneto siano sottorganico o debbano chiudere reparti per carenza di medici. Ci sono priorità, e la salute dei cittadini è una di queste, sulle quali una amministrazione non può arretrare. Per questo il Veneto prenderà a prestito modelli organizzativi già consolidati all’estero e sperimenterà nuovi canali di formazione e reclutamento per il personale sanitario. Anche al prezzo di dover fare qualche braccio di ferro con il ministero o le autorità contabili”.
Quattro, si ricorda nella nota, le nuove modalità di reclutamento di medici specialisti per la sanità veneta previste dal piano sociosanitario 2019-2020:
1) assunzione di medici abilitati non specializzati per lo svolgimento di attività medico chirurgiche di supporto
2) assunzione di medici in formazione specialistica con contratto a tempo determinato in accordo con le università;
3) possibilità di conferire incarichi individuali con contratto di lavoro autonomo anche per l’esercizio di funzioni ordinarie;
4) convenzioni con le università dell’Unione europea per la formazione specialistica di medici.
“Il piano prevede, inoltre – aggiunge Zaia – la possibilità di stipulare contratti incentivati per i medici che accettano di prestare servizi nelle aree disagiate della regione (montagna, laguna e Polesine) e la destinazione di risorse aggiuntive regionali per integrare la retribuzione dei dipendenti della sanità”.
“Caratteristica storica e costitutiva del modello di cura del Veneto – sottolinea il presidente – è l’attenzione alle fasce più deboli della popolazione, alle quali vogliano continuare a garantire una sanità di qualità e universalistica, che possa prendere in carico le esigenze di cura di ogni persona”.
“Per questo, se vogliamo continuare a garantire una sanità al passo con i tempi, che possa garantire cure e assistenza in tutti gli stadi della vita della persona, compresi gli anni della vecchiaia e della cronicità – conclude Zaia – il primo investimento da fare, è sui nuovi medici e sulla motivazione di quanti sono già in servizio nel sistema sanitario regionale. Ed è questa la via imboccata dal Veneto, con il consenso unanime di tutte le forze politiche”.
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20 Dicembre 2018
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