Salute Mentale. Fnofi: “Nel nuovo Piano nazionale riconosciuto il contributo dei fisioterapisti nei percorsi di cura e riabilitazione”

Salute Mentale. Fnofi: “Nel nuovo Piano nazionale riconosciuto il contributo dei fisioterapisti nei percorsi di cura e riabilitazione”

Salute Mentale. Fnofi: “Nel nuovo Piano nazionale riconosciuto il contributo dei fisioterapisti nei percorsi di cura e riabilitazione”
La Federazione conferma la propria disponibilità a collaborare con Ministero della Salute, Regioni e i tavoli tecnici competenti nella fase di attuazione del nuovo Piano, mettendo a disposizione competenze basate su evidenze scientifiche e un impegno costante a favore della persona nella sua interezza fisica, mentale e sociale

La Federazione Nazionale degli Ordini dei Fisioterapisti (Fnofi) accoglie con favore la terza versione del Piano di Azione Nazionale per la Salute Mentale 2025–2030, recentemente inviata dal Ministero della Salute alla Conferenza Stato-Regioni.

Il documento, di grande rilevanza strategica per il futuro dei servizi di salute mentale, sottolinea una nota della federazione, “evidenzia un principio fondamentale: la presa in carico dei cittadini con disagio psichico richiede un approccio realmente multidisciplinare, nel quale i fisioterapisti sono chiamati a dare un contributo qualificato”.

Nel testo del Piano, infatti, emerge in più passaggi il riferimento alla presenza dei fisioterapisti nei percorsi di assistenza. Nel capitolo dedicato all’adolescenza viene esplicitato come, nei programmi rivolti ai giovani, la gestione del benessere psicofisico comprenda anche la competenza professionale del fisioterapista, direttamente coinvolto in “interventi declinati/articolati in base ai punti di forza dei singoli utenti, ai loro profili funzionali e agli specifici bisogni prioritari, partecipati e condivisi attivamente con le famiglie e ove possibile con gli utenti, orientati a sostenere e/o abilitare non solo la persona con disturbo dei neurosviluppo ma anche i suoi contesti di vita più significativi”.

Il ruolo del fisioterapista viene poi ulteriormente riconosciuto per quanto attiene “la condivisione di un programma specifico per ciascun paziente, definito di comune accordo tra servizi per l’infanzia e l’adolescenza e servizi per l’età adulta, che tenga conto dei peculiari aspetti diagnostici e terapeutici relativi a questa fase e dei delicati aspetti psicologici del paziente, della sua partecipazione e gradimento delle proposte terapeutiche, aspetti fondamentali per una buona compliance al trattamento”.

Il Documento presentato alla Stato-Regioni, prosegue la nota, sottolinea la necessità che “la condivisione del programma dovrà prevedere anche il coinvolgimento del personale delle professioni sanitarie attraverso figure di case management dedicate o infermieri, logopedisti, fisioterapisti, ecc., di riferimento, a seconda delle Unità Operative coinvolte, sia per l’area evolutiva che dell’adulto”.

Sul piano formativo, il documento lo ribadisce, il Fisioterapista costruisce le sue basi formative in questo ambito nel corso della laurea triennale ed è poi con la Laurea Magistrale in Scienze Riabilitative delle Professioni Sanitarie (LM/SNT2) che la completa e consolida.

“Si tratta di un riconoscimento importante – conclude la Federazione – che conferma la collocazione della fisioterapia nel sistema accademico e scientifico che sostiene la costruzione dei nuovi modelli di salute mentale. Per la Fnofi questi elementi rappresentano un passo significativo verso una reale integrazione delle professioni della riabilitazione all’interno dei servizi di salute mentale, un ambito in cui il contributo fisioterapico è sempre più rilevante. Le condizioni psichiche e il benessere fisico sono dimensioni inseparabili della salute e, come riconosciuto anche dagli organismi internazionali, gli interventi riabilitativi possono incidere sulla qualità della vita, sulla partecipazione sociale, sulla regolazione delle funzioni corporee e sulla ricostruzione delle competenze necessarie alla vita quotidiana.

La Federazione conferma quindi la propria disponibilità a collaborare con il Ministero della Salute, le Regioni e i tavoli tecnici competenti nella fase di attuazione del nuovo Piano, mettendo a disposizione competenze basate su evidenze scientifiche e un impegno costante a favore della persona nella sua interezza fisica, mentale e sociale.

17 Novembre 2025

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