Agenas. Nuovo presidio dei precari sotto il Ministero della Salute

Agenas. Nuovo presidio dei precari sotto il Ministero della Salute

Agenas. Nuovo presidio dei precari sotto il Ministero della Salute
La protesta si terrà domani 23 dicembre. Cgil, Cisl e Uil: “Paese in lockdown e lavoratori mandati a casa, gestione sconcertante. Subito stabilizzazione o pronti a iniziative eclatanti”

Cresce la protesta dei lavoratori precari di Agenas che, nonostante la proroga di contratto ottenuta ad ottobre, rischiano di restare a casa dal 1° gennaio prossimo. Domani i 70 operatori a tempo determinato dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, a partire dalle ore 11, saranno in presidio con le federazioni di categoria di Cgil Cisl e Uil del Lazio, davanti al Ministero della Salute, per chiedere il rispetto degli impegni presi: “l’approvazione di un provvedimento normativo che consenta l’avvio del percorso di stabilizzazione per lavoratrici e lavoratori, in servizio da oltre un decennio, che svolgono un ruolo essenziale nel coordinamento dei sistemi sanitari”.
 
“E’ sconcertante che con un’emergenza ancora in atto e un nuovo lockdown alle porte, non si pensi a rinforzare il sistema sanitario, ma anzi si rischi di lasciare a casa personale qualificato e indispensabile per il buon funzionamento dei servizi alla salute”, denunciano con forza Paolo Terrasi, Sandro De Paolis e Angelo Angritti, responsabili di Fp Cgil Roma e Lazio, Cisl Fp Lazio e Uil Fpl Roma e Lazio. “Ci era stato assicurato che la prima proroga sarebbe stata funzionale a mantenere i lavoratori in servizio in vista di certezze contrattuali ben più consistenti. Ora Agenzia e Ministero, con colpevole inerzia, stanno facendo carta straccia degli impegni. Noi non lo permetteremo”.
 
“Pretendiamo che si attivi subito un nuovo slittamento dei termini di scadenza dei contratti e che si proceda senza indugio ad approvare lo strumento normativo per la stabilizzazione. Vogliamo dare futuro alle persone e alle loro professionalità”, proseguono i sindacalisti. “Sappiamo che sono in atto dei tentativi maldestri di prorogare solo alcuni specifici contratti. Noi diciamo no a qualunque discriminazione, tutti i posti di lavoro devono essere salvati perché per uscire dalla pandemia c’è bisogno del contributo di tutti i lavoratori di Agenas”.
 
“Per questo domani saremo di nuovo in presidio per denunciare l’assoluto immobilismo del Dg di Agenas Domenico Mantoan e del ministro della Salute Roberto Speranza”, concludono Terrasi, De Paolis e Angritti. “Resta pochissimo tempo, serve un intervento diretto e immediato. Cgil Cisl e Uil continueranno a sostenere in ogni modo questi lavoratori e a portare avanti la mobilitazione: il 28 dicembre torneremo in piazza, stavolta sotto al Ministero della Funzione Pubblica a Palazzo Vidoni alle 11.00. In assenza di risposte, siamo pronti alle iniziative più eclatanti”.

22 Dicembre 2020

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