Aggressioni ai sanitari, Anelli (Fnomceo): “Curare senza paura è condizione di democrazia”. Contro la guerra firmato manifesto “Medici e Pace”

Aggressioni ai sanitari, Anelli (Fnomceo): “Curare senza paura è condizione di democrazia”. Contro la guerra firmato manifesto “Medici e Pace”

Aggressioni ai sanitari, Anelli (Fnomceo): “Curare senza paura è condizione di democrazia”. Contro la guerra firmato manifesto “Medici e Pace”

In occasione della Giornata nazionale di educazione e prevenzione contro la violenza nei confronti degli operatori sanitari e socio-sanitari organizzata a Perugia da Fnomceo, interviene anche il ministro della Salute Schillaci: "Garantire la sicurezza di chi lavora nella sanità è tra le priorità di questo Governo".

Aggredire chi cura significa indebolire l’intero Servizio sanitario nazionale, compromettere la qualità delle cure e incrinare quel rapporto di fiducia tra cittadini e professionisti che è alla base di ogni percorso di assistenza”, il messaggio del ministro della Salute Orazio Schillaci è netto, in occasione della Giornata nazionale di educazione e prevenzione contro la violenza nei confronti degli operatori sanitari e socio-sanitari, organizzata da Fnomceo a Perugia.

La giornata, giunta al suo quarto anniversario, è stata istituita il 27 gennaio 2022, a seguito della legge 113/2020 e mira a sensibilizzare, educare e prevenire atti di violenza fisica e verbale conto gli operatori sanitari. “Garantire la sicurezza di chi lavora nella sanità è tra le priorità di questo Governo che senza esitazione ha introdotto norme più severe contro gli aggressori, prevedendo l’arresto in flagranza anche differita e rafforzando la presenza delle forze dell’ordine negli ospedali” ha rimarcato ancora Schillaci, facendo riferimento al Dl 137/2024 poi convertito in legge.

Curare senza paura non è uno slogan, è qualcosa di più: è una condizione essenziale della nostra democrazia. Perché quando chi cura ha paura, ha timore degli atti di violenza, non è solo un professionista a essere intimorito, è lo stesso diritto alla salute che ne esce indebolito” ha aggiunto Filippo Anelli, presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri, aprendo i lavori a Perugia.

“Ogni persona che entra in un ospedale, in un ambulatorio, in un pronto soccorso, incontra lo Stato costituzionale – ha spiegato Anelli – E chi rende concreto quel diritto? Il medico. L’infermiere, il personale tecnico e sanitario, l’operatore sociosanitario. Ogni atto clinico è un atto che attua la nostra Carta Costituzionale, rende fruibile i diritti ivi contenuti. Alla stessa stregua, ogni decisione presa in scienza e coscienza è un presidio di democrazia”.

“Per questo – ha proseguito – la professione medica non è soltanto un lavoro. È una funzione di garanzia. E quando un operatore sanitario viene aggredito non siamo davanti solo a un reato, siamo davanti a una frattura del patto civile”.

Parlare di violenza è più che mai urgente in un momento come questo, in cui la guerra in Medio Oriente rende tutti “più insicuri e fragili”, ha rimarcato il presidente Anelli. Secondo l’ultimo Tableau De Bord dell’Istituto Piepoli, l’84% degli italiani teme il conflitto di queste ore tra Iran e Usa, il 71% pensa che possa coinvolgerci direttamente.

“Siamo sull’orlo di un abisso” ha detto Anelli. “Noi oggi – ha proseguito – riaffermiamo un principio semplice: chi cura costruisce Pace. La medicina è linguaggio universale, non è di parte, ma sta dalla parte: delle persone, dei sofferenti, dei malati, dei più fragili. Difendere chi cura significa dunque difendere la civiltà”.

“Questa giornata – ha preannunciato Anelli – non si chiuderà con un semplice saluto. Si chiuderà con un impegno. Presenteremo il Manifesto “Medici e Pace”, approvato dal Comitato Centrale della FNOMCeO. Non è solo un documento simbolico: è una presa di posizione chiara. Noi medici condanniamo la violenza. Condanniamo la guerra. Condanniamo ogni forma di persecuzione dell’atto di cura”.

Il ministro Schillaci ha espresso grande ammirazione per l’iniziativa. “Considero particolarmente significativa la scelta di sottoscrivere il Manifesto “Medici e Pace” – ha concluso – che richiama il legame tra medicina e pace e ricorda che curare vuol dire proteggere la vita e alleviare la sofferenza. Una vocazione che oggi più che mai va riscoperta e valorizzata”.

12 Marzo 2026

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