Ambulanze con solo infermieri. L’Irc contro l’Ordine di Bologna: “Presa di posizione sbagliata e pericolosa”

Ambulanze con solo infermieri. L’Irc contro l’Ordine di Bologna: “Presa di posizione sbagliata e pericolosa”

Ambulanze con solo infermieri. L’Irc contro l’Ordine di Bologna: “Presa di posizione sbagliata e pericolosa”
Il presidente dell’Italian Resuscitation Council, Federico Semeraro, dopo la sospensione del direttore sanitario dell'Ausl Bologna dall'Ordine dei Medici di Bologna. “La presa di posizione dell’Ordine non è in linea con le moderne evidenze scientifiche e con le raccomandazioni internazionali e instaurare nel cittadino il dubbio che il proprio soccorritore non sia in grado di gestire la situazione è sbagliato e pericoloso”.

L’Italian Resuscitation Council (Irc) interviene sulla decisione dell’Ordine dei Medici di Bologna di sospendere Angelo Fioritti, Direttore Sanitario dell’AUSL di Bologna, reo di “aver tradito” la professione a seguito dell’approvazione di protocolli che consentono agli infermieri specializzati di agire, in caso di emergenze, da soli a bordo della ambulanze, anche senza la presenza di un medico.Quella di Fioritti va ad aggiungersi alle altre sanzioni nei confronti di altri 9 medici coinvolti nella vicenda che ha colpito, ricorda l’Irc, “personaggi come Giovanni Gordini, Direttore del Dipartimento Emergenza dell’AUSL, Cosimo Picoco, Responsabile del 118 e Nicola Binetti, Direttore del Pronto Soccorso dell’Area Nord”.

Per l’Irc “in situazioni di emergenza come l’arresto cardiaco, l’infarto del miocardio, lo shock anafilattico, l’ipoglicemia grave e altre condizioni tempo dipendenti, la tempestività può salvare la vita e per questo motivo è necessario garantire un trattamento precoce sul territorio da parte di personale specificatamente formato, indipendentemente dal ruolo che ricopre”.

Per questo “crediamo – commenta Federico Semeraro, Presidente Italian Resuscitation Council – che la presa di posizione dell’Ordine dei Medici di Bologna non sia in linea con le moderne evidenze scientifiche e con le raccomandazioni internazionali ma, anzi, sia controproducente: instaurare nel cittadino il dubbio che il proprio soccorritore non sia in grado di gestire la situazione è sbagliato e pericoloso.”

“Dobbiamo diffondere la cultura del primo soccorso in tutto il Paese – dichiara Giuseppe Ristagno, Coordinatore del Comitato Scientifico di Italian Resuscitation Council – creare una condivisione di competenze essenziali e un coordinamento tra i vari professionisti della salute tale per cui si riesca a garantire una gestione dell’emergenza in tempi rapidi per salvare la vita al paziente, anche qualora sia necessario ricorrere alla somministrazione di farmaci salvavita come l’adrenalina o il glucosio. Focalizziamoci sulla formazione del personale sanitario piuttosto che sulla sua specializzazione”

14 Marzo 2017

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