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Pma. Sifes-Mr: “Un aiuto contro calo nascite, ma Governo non agisce”


La Società italiana di fertilità e sterilità commenta i dati dell’ultima relazione al Parlamento: “In una situazione di grave calo demografico, come quella in cui si trova l'Italia, la Pma potrebbe svolgere un ruolo importante. Sfortunatamente, nonostante l'ultima Relazione al Parlamento sull'attività dei centri mostri una riduzione delle attività nel corso della pandemia di Covid-19 e preveda anche un calo dei bambini nati grazie a queste tecniche”.

14 GEN - "In una situazione di grave calo demografico, come quella in cui si trova l'Italia, la Procreazione medicalmente assistita (PMA) potrebbe svolgere un ruolo importante. Sfortunatamente, nonostante l'ultima Relazione al Parlamento sull'attività dei centri mostri una riduzione delle attività nel corso della pandemia di Covid-19 e preveda anche un calo dei bambini nati grazie a queste tecniche, il governo italiano non ha accolto la richiesta di stanziamento di fondi specifici per la PMA". E' quanto sottolinea il presidente della Società italiana di Fertilità e Sterilità-Medicina della Riproduzione (Sifes-MR), Filippo Maria Ubaldi, dopo la pubblicazione della Relazione del ministro della Salute al Parlamento sullo stato di attuazione della legge 40/2004.
 
"I numeri della Relazione - afferma - parlano di circa 100.000 trattamenti eseguiti nel 2019, per un totale di oltre 14.000 bambini nati, pari al 3,4% del totale. Dati preliminari relativi al 2020, anno di inizio della pandemia, evidenziano però un calo delle attività dei centri, soprattutto pubblici, dove le strutture molto spesso hanno dovuto cedere spazi e personale ai reparti Covid".
 
Eppure, aggiunge Luca Mencaglia, coordinatore del Tavolo tecnico per la ricerca e la formazione nella prevenzione e cura dell’infertilità istituito presso il ministero della Salute, "l'Italia si trova nella morsa di una drammatica riduzione delle nascite e l'apporto della PMA potrebbe essere molto maggiore se si dedicassero a questa disciplina più fondi. Pur avendo dato vita a un tavolo tecnico ad hoc, che potesse analizzare e risolvere i problemi relativi al mondo della fecondazione assistita e al quale abbiamo partecipato con entusiasmo, il Governo italiano non ha poi accolto la richiesta, che da quel tavolo proveniva, di stanziare circa 200 milioni di euro per la PMA. I Livelli essenziali di assistenza (LEA) non sono ancora stati aggiornati, così come sono ferme le misure che avevamo proposto per facilitare la donazione di gameti anche nel nostro Paese. Tutto questo rappresenta purtroppo una dicotomia tra quello che il Governo propone - conclude - e quello che fattivamente mette in pratica per aiutare le coppie infertili italiane".

14 gennaio 2022
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