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Violenza operatori sanitari. Federsanità avvia raccolta strutturata delle soluzione innovative per prevenirla


Una analisi dei materiali pervenuti sarà disponibile in occasione della “Giornata nazionale di educazione e prevenzione contro la violenza nei confronti degli operatori sanitari e socio-sanitari” che si celebrerà il prossimo 12 marzo. La presidente, Tiziana Frittelli: "Occorre investire in comunicazione, soprattutto, tra personale medico-sanitario ed utenti, per ripristinare un clima di fiducia e di rispetto che, nel tempo, si è andato perdendo".

14 FEB - Una raccolta di soluzioni innovative per la prevenzione degli atti di violenza a danno degli operatori sanitari e per il “recupero” degli stessi dopo essere stati vittima di episodi di violenza.
 
Con questo obiettivo Federsanità ha sollecitato le Aziende sanitarie e ospedaliere a proporre i sistemi adottati in modo da comporre un quadro più aggiornato della situazione ed offrire all’Osservatorio nazionale sulla sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie - istituito con legge 14 agosto 2020, n. 113 presso il Ministero della Salute – uno strumento documentale attuale e concreto per programmare e promuovere azioni volte garantire la sicurezza del personale medico-sanitario. Un’analisi dei materiali pervenuti sarà disponibile per il prossimo 12 marzo in occasione della “Giornata nazionale di educazione e prevenzione contro la violenza nei confronti degli operatori sanitari e socio-sanitari”.
 
“E’ miope cercare le motivazioni della violenza contro i nostri professionisti solo all'interno delle strutture. Basti pensare – ha detto Tiziana Frittelli Presidente di Federsanità e Dg dell'AO san Giovanni Addolorata di Roma- all'indotto della responsabilità professionale sanitaria e alla medicina difensiva per capire che siamo di fronte a un vero e proprio cortocircuito culturale. Occorre investire in comunicazione, soprattutto, tra personale medico-sanitario ed utenti, per ripristinare un clima di fiducia e di rispetto che, nel tempo, si è andato perdendo. In questi ultimi due anni la pandemia da Covid-19 ha stravolto l'approccio dei cittadini rispetto alle strutture sanitarie e, per qualche tempo, è sembrato che le aggressioni agli operatori sanitari presso le strutture fossero diminuite, fatto salvo il fenomeno degli assalti alle ambulanze in alcune aree. Negli ultimi mesi, a seguito del graduale processo di riapertura, il fenomeno si è ripresentato ed è decisamente in crescita. Si tratta di veri e propri atti di violenza che non possono essere tollerati e vanno condannati a gran voce”.
 
Oggetto dell'iniziativa di sintesi strutturata di Federsanità sono le buone pratiche adottate in questi anni – e soprattutto negli ultimi mesi anche a seguito del periodo di emergenza pandemica – per contrastare gli atti di violenza, ma anche per recuperare alle attività lavorative i professionisti vittime di violenza descrivendo le attività messe in campo con il supporto di psicologi o meno (es. ciclo riflessività di Gibbs).
 
“La violenza sul posto di lavoro, sia essa esterna o interna all'organizzazione, è un rischio sul lavoro e come tale va valutato per rimuoverlo o minimizzare. Il comparto sanità – ha spiegato Domenico Della Porta Referente Nazionale Federsanità per la prevenzione e sicurezza operatori sanitari - dai dati che disponiamo è quello tra i settori lavorativi più a rischio per aggressioni e violenze. Basti pensare alle 1500 malattie professionali da Stress Lavoro Correlato riconosciute dall'INAIL nel 2021 proprio tra gli operatori sanitari per rendersi conto dei postumi provocati proprio da violenze ed aggressioni. La ricetta dei datori di lavoro in sanità è osservare in modo rigoroso il d.lgs. 81/08 e s.m.i, senza sottovalutare il rischio Stress Lavoro Correlato-SLC; formare ed informare i lavoratori sui temi della legalità, trasparenza, correttezza, indipendenza, dignità e rispetto nei rapporti interpersonali, comunicazione non violenta, diffondendo ad esempio i codici di comportamento ed etico, creare una cultura del lavoro basata sul rispetto reciproco, dare il buon esempio e richiedere atteggiamenti e comportamenti rispettosi dei lavoratori, affrontare precocemente i conflitti tra lavoratori”.
 
Federsanità, già nel 2018, si era interrogata sull’escalation di aggressioni agli operatori sanitari verificando lo stato di attuazione della Raccomandazione del Ministero della Salute per prevenire gli atti di violenza a danno degli operatori sanitari, n. 8 del novembre 2007. L'indagine era stata condotta in collaborazione con Fnomceo.

14 febbraio 2022
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