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Covid. Accordo Governo-Parti sociali: resta obbligo mascherina nel lavoro privato almeno fino al 15 giugno. Prorogato protocollo


Chi lavora nel settore privato sarà quindi ancora obbligato a indossare la mascherina "in tutti i casi di condivisione degli ambienti di lavoro, al chiuso o all’aperto, è comunque obbligatorio l’uso delle mascherine chirurgiche o di dispositivi di protezione individuale di livello superiore”. Nessiun obbligo invece per chi lavora in “condizioni di isolamento”. IL PROTOCOLLO PROROGATO.

04 MAG -

“In tutti i casi di condivisione degli ambienti di lavoro, al chiuso o all’aperto, è comunque obbligatorio l’uso delle mascherine chirurgiche o di dispositivi di protezione individuale di livello superiore”, così recita il protocollo sulle misure di contrasto e contenimento della diffusione del Covid negli ambienti di lavoro sottoscritto nel 2020 e aggiornato nel 2021 e che resterà valido per tutto il settore del lavoro privato almeno fino a metà giugno. Dall’obbligo sono esenti solo i lavoratori che prestano la propria attività in condizioni di isolamento.

È quanto ha deciso il tavolo delle parti sociali con il ministero del Lavoro e della Salute e l'Inail.

Nel lavoro pubblico invece come da circolare del Ministro Brunetta del 29 aprile scorso la mascherina è solo raccomandata.

“Bene il mantenimento della validità del Protocollo così com’è in tutte le sue parti, e consideriamo utile fare una successiva e prima verifica a giugno”. Ad affermarlo la segretaria confederale della Cgil Francesca Re David al termine dell’incontro di oggi con il ministero del Lavoro sul ‘Protocollo condiviso di aggiornamento delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del COVID-19 nei luoghi di lavoro’.

Per la segretaria nazionale “è importante che oggi sia l’Inail che il ministero della Salute nel loro intervento abbiano ribadito che i rischi Covid sono ancora presenti. Riteniamo quindi fondamentale che il Protocollo e i comitati continuino a svolgere il loro ruolo essenziale a fronte di una pandemia che non è purtroppo ancora finita”.

“In questo momento - ha ribadito in conclusione la segretaria confederale - la cosa più utile da fare è mantenere tutto quello già definito dal Protocollo con una prima verifica a giugno”.

“Questa mattina si è svolto l’incontro tra i ministeri del Lavoro, della Salute, il Mise e le Parti sociali, sottoscrittrici del Protocollo nazionale di contrasto al  pericolo di contagio da SARS CoV2, per affrontare il tema della valutazione sulla prosecuzione della sua validità in ogni luogo di lavoro. Con coro unanime è stata espressa la volontà di proseguire tenendo a riferimento quanto regolato attraverso il Protocollo nazionale (siglato nel 2020, aggiornato nel 2021) che, nato come strumento di natura pattizia e proseguito con riconoscimento di natura legislativa, ha permesso di garantire la tutela delle lavoratrici e dei lavoratori nelle realtà lavorative. Tutela che ha reso i posti di lavoro, luoghi più sicuri e protetti dal pericolo di contagio, in tutto questo tempo, a partire dal periodo più drammatico fino ad oggi e che proseguirà nei mesi che verranno (nei riguardi dei quali non ci si può permettere di abbassare la guardia dell’attenzione)”, ha derto il segretario confederale della Cisl, Angelo Colombini, alla fine dell’incontro.

“La prosecuzione della validità del Protocollo - ha aggiunto - prevede la conferma ed il conseguente aggiornamento dei protocolli aziendali, da rendere concreto attraverso il confronto all’interno del Comitato aziendale, nella sua composizione partecipata (dove si ricorda la presenza degli RLS e degli RSU). Importante l’impegno preso durante l’incontro di rivedere il testo nazionale entro Giugno, potendo così avere una visione ancor più aggiornata e reale sulla base dei dati del contagio che si registreranno”.

“Certo, sarà necessario qualche aggiornamento rispetto a particolari misure prese durante il periodo peggiore della pandemia, ma il protocollo per la protezione dal contagio di lavoratrici e di lavoratori resta valido. Quindi le mascherine continueranno ad essere fornite dai datori di lavoro come Dispositivo di Protezione Individuale e anche le altre misure presenti dovranno essere rispettate. I Comitati Aziendali o territoriali/settoriali continueranno a svolgere un importante ruolo attivo. Entro giugno, aggiorneremo il protocollo, ma di certo, per quanto riguarda la UIL, finché ci sarà rischio contagio, ci saranno sia il protocollo nazionale sia quelli che sono stati sottoscritti nei Settori/Filiere”, ha dichiarato la segretaria Confederale della Uil, Ivana Veronese.



04 maggio 2022
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