Covid. Ogni Dipartimento di prevenzione ha attivato in media 20 hub vaccinali con una copertura giornaliera dell’1,5-2% della popolazione. Lo studio

Covid. Ogni Dipartimento di prevenzione ha attivato in media 20 hub vaccinali con una copertura giornaliera dell’1,5-2% della popolazione. Lo studio

Covid. Ogni Dipartimento di prevenzione ha attivato in media 20 hub vaccinali con una copertura giornaliera dell’1,5-2% della popolazione. Lo studio
È quanto emerge da un questionario rapido messo a punto dal Board dell’Osservatorio Italiano Prevenzione, in collaborazione con la Siti. Tra settembre e ottobre potrebbe essere previsto un nuovo aumento di contagi, "una quarta dose non è un’ipotesi da scartare e che molto dipenderà dalle nuove varianti”.

I dipartimenti di prevenzione si sono fortemente impegnati nel corso della campagna vaccinale contro il Covid. Particolarmente soddisfacenti le situazioni riguardanti sia gli Hub vaccinali – ogni Dipartimento è riuscito, in media, ad allestirne oltre 20 – sia delle somministrazioni vaccinali – giunte ad una media giornaliera di 9mila – con una copertura giornaliera dell’1,5-2% della popolazione residente nei vari Dipartimenti di Prevenzione.

Questo il dato emerso da una rilevazione – adesioni su base volontaria – dei principali aspetti organizzativi per contrastare la pandemia da Covid. Si tratta di un questionario rapido, contenente poche domande centrate su alcuni nodi ritenuti cruciali nell’organizzazione delle attività vaccinali (numerosità degli hub vaccinali, personale impiegato, numero delle somministrazioni giornaliere, effettuazione delle attività di tracciamento).

La rilevazione è stata messa a punto da Oip (Osservatorio Italiano Prevenzione), costituito su impulso della Fondazione “Smith Kline”, a cui si sono aggiunte Società Italiana d’Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica (SItI); Società Italiana di Medicina Veterinaria Preventiva (Simevap) e Società Nazionale Operatori della Prevenzione (Snop). 

Alle rilevazioni hanno partecipato 25 Dipartimenti, distribuiti in 12 Regioni, nel periodo di Febbraio-Marzo 2022. La popolosità di tali Dipartimenti varia da 150mila abitanti a quasi 3,5 milioni ed essi servono, nel loro complesso, più di 18 milioni di cittadini.

L’adesione alla campagna vaccinale da parte dei Medici di Medicina Generale e l’attività di tracciamento hanno confermato una crescente integrazione funzionale dei Dipartimenti di Prevenzione, superando così quella “discrepanza” tra integrazione istituzionale formale ed operativa che, talvolta, ha caratterizzato i Dipartimenti in epoca pre-Covid.

“Il Covid – dichiara Antonio Ferro, Presidente della Società Italiana d’Igiene – ha reso evidente la necessità di un’organizzazione strutturale della prevenzione basata su Dipartimenti di Prevenzione forti e organizzati. La storia di questi ultimi anni ha messo in evidenza come siano i professionisti a fare la differenza, specialmente nella Sanità. Senza professionisti della salute pubblica, qualsiasi riforma è destinata ad essere fallace”. 

“Il fattore decisivo – aggiunge Enrico Di Rosa, Coordinatore Collegio Operatori di SItI – per ottenere dati tempestivi, costanti, completi ed affidabili, quindi, non può essere il confidare nell’abnegazione e disponibilità di colleghi già fortemente impegnati su molteplici fronti. Piuttosto costruire, finalmente, quel sistema stabile ed omogeneo su tutto il territorio nazionale di epidemiologia di contesto e di territorio che è la finalità strategica di OIP. Un sistema che integri tutti i dati utili a prendere decisioni sulla salute dei cittadini. È questa la sfida che sta ora di fronte all’OIP e che appare decisiva, oltre che per il senso stesso della sua esistenza, anche per un miglioramento complessivo dell’efficacia del Servizio Sanitario Nazionale”.

Tra il mese di Settembre e quello di Ottobre, infine, potrebbe essere previsto un nuovo aumento di contagi. Ne è convinto Antonio Ferro, che spiega come “una quarta dose non sia un’ipotesi da scartare e che molto dipenderà dalle nuove varianti” in quanto “è cambiata la velocità di replicazione dei virus dovuta ai viaggi ed alle movimentazioni che sono molto più rapide”.

“I due anni di pandemia – conclude il Presidente di SItI – hanno cambiato l’intero sistema sanitario e si sta passando da una visione “ospedalocentrica” ad una territoriale. L’idea di One Health che tutto il mondo animale e umano siano nello stesso cerchio è un’idea che stiamo portando avanti da molto tempo come Società Italiana d’Igiene assieme alla Medicina Veterinaria”.

09 Giugno 2022

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