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Educatori professionali. A Roma il primo congresso nazionale


La Presidente della Commissione di albo nazionale, Maria Rita Venturini: "Il Congresso è stato un importante punto di partenza per affrontare argomenti cogenti che riguardano la nostra professione. Sono sicura che il dibattito e il confronto che si instaureranno con tutti gli stakeholder porterà a dei risultati che, soprattutto,  avranno ricadute positive sulla salute dei cittadini di cui giornalmente ci prendiamo cura".

16 APR -

Il 12 e 13 aprile 2024 si è tenuto a Roma il primo Congresso nazionale organizzato dalla Commissione di albo nazionale degli Educatori professionali, dal titolo “L’Educazione professionale: ieri, oggi, domani di una professione di aiuto”.

Il Congresso ha visto l’iniziale contributo di Kira Fortune dell’Oms che ha richiamato il ruolo che tutti i professionisti devono assumere verso la costruzione di una società attenta ai temi della cura e del benessere in tutti gli ambiti della vita. Un tema estremamente caro agli Educatori professionali italiani per i quali, l’integrazione tra gli aspetti sociali e gli aspetti sanitari è l’elemento fondante e costitutivo della professione.

Dopo i saluti istituzionali di Benny Andersen di AIEJI è intervenuta la Presidente della Fno Tsrm e Pstrp Teresa Calandra, che ha evidenziato come "il congresso nazionale sia un importante momento per riflettere e discutere su una professione di cui il Paese ha tanto bisogno per la sua valenza e competenza socio-sanitaria. Pochi giorni fa il Senato della Repubblica ha approvato la legge che ha istituito gli Ordini e i rispettivi albi delle professioni pedagogiche ed educative. Su impulso e con il costante prezioso supporto della Commissione di albo nazionale degli Educatori professionali, negli anni abbiamo segnalato e gestito le illecite sovrapposizioni tra le due figure definite della legge di bilancio 2018, previsione normativa lacerante e da subito causa di ricadute negative di cui possiamo solo intravedere la portata finale e che, ancora una volta, temiamo che ricadranno sui soggetti più fragili: le persone assistite e gli stessi Educatori professionali, di entrambe le parti".

"Ora - ha continuato la Presidente Calandra - le nostre preoccupazioni sono l’incremento dei contenziosi, un maggiore disorientamento dei servizi pubblici e degli enti del terzo settore rispetto a quale Educatore professionale dovranno scegliere senza incorrere nella possibilità di un ricorso. Non sarà facile superare la frammentazione determinata dalle norme più recenti che, al posto di agire per armonizzare le due anime di una stessa professione, hanno acuito la distinzione tra i due ambienti formativi (Medicina da una parte, Scienza dell’educazione e della formazione dall’altra), quando invece si sarebbe dovuto dare compimento alla loro integrazione a beneficio dei professionisti, ma soprattutto dei cittadini da loro assistiti e a cui deve essere garantita la più appropriata e competente prestazione".


Nei saluti è intervenuto anche il Presidente dell’Ordine Tsrm e Pstrp di Roma Andrea Lenza, a cui è seguita una prima tavola rotonda che ha visto la partecipazione di rappresentanti i Ministeri della salute, del lavoro e delle politiche sociali e dell’ università e ricerca. Questi hanno dibattuto con gli Educatori professionali sulla declinazione della figura professionale nei diversi contesti ed ambiti lavorativi, alla luce degli attuali bisogni della popolazione. Tutti hanno convenuto sulla necessità di un luogo di confronto e azione interministeriale vista la peculiarità della nostra figura professionale.

Il Congresso è proseguito con la lectio magistralis di Franco Pesaresi che ha messo in luce come il processo di integrazione socio sanitaria, ancorché complesso, rappresenti un’importante sfida per il sistema salute.

Una seconda tavola rotonda ha visto la partecipazione di rappresentanti sindacali e di Confcooperative ed il dibattito è stato centrato sulla complessità che deriva dall’inquadramento dell’Educatore professionale in più di 17 contratti di lavoro, ma anche sulla necessità di affrontare le criticità presenti nei contesti lavorativi.

Nella seconda giornata il congresso si è focalizzato sull’attività professionale con tre le sessioni parallele in cui si sono alternate relazioni di Educatore professionale che hanno permesso il confronto e lo scambio di pratiche professionali e metodologie innovative, la presentazione di progetti di formazione e ricerca e la presentazione di attività svolte nell’ambito del sistema ordinistico.

Un’ultima e importante tavola rotonda svolta in plenaria ha raccolto il punto di vista di alcune delle rappresentanze delle persone cui è indirizzato il lavoro degli Educatori professionali.

Come nelle precedenti, anche nella terza tavola rotonda, è stato affrontato l’argomento della recente approvazione del Ddl 788 (che vedrà l’istituzione dell’albo degli Educatori socio pedagogici) in relazione alla poca chiarezza dei contenuti e alla sovrapposizione con il profilo già esistente di Educatore Professionale (DM 520/98).

A fronte della volontà politica espressa con l’approvazione del DDL 788, tutti hanno concordato di voler procedere ad un’attenta disamina delle ricadute che si presenteranno sull’utenza, sui professionisti, sulla organizzazione e gestione dei servizi.

"Il Congresso ha avuto un alto valore politico e scientifico - afferma con soddisfazione la Presidente della Commissione di albo nazionale Maria Rita Venturini - ed è il risultato di un intenso lavoro sinergico fatto con l’intera Commissione di albo nazionale e le Commissioni di albo territoriali. Visto quanto emerso delle due intense giornate e la disponibilità dimostrata da tutti coloro che sono intervenuti, considero il Congresso un importante punto di partenza per affrontare argomenti cogenti che riguardano la nostra professione. Sono sicura che il dibattito e il confronto che si instaureranno con tutti gli stakeholder porterà a dei risultati che, soprattutto, avranno ricadute positive sulla salute dei cittadini di cui giornalmente ci prendiamo cura".



16 aprile 2024
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