“Gli Ortottisti fanno la differenza. Fin dai primi giorni di vita”. Oggi la Giornata che li celebra

“Gli Ortottisti fanno la differenza. Fin dai primi giorni di vita”. Oggi la Giornata che li celebra

“Gli Ortottisti fanno la differenza. Fin dai primi giorni di vita”. Oggi la Giornata che li celebra
“Orthoptists making a difference” è lo slogan scelto quest’anno dagli Ortottisti per celebrare la Giornata internazionale dell’Ortottica. In Italia questi professionisti sono meno di 3500. “Una dotazione sottostimata, in considerazione del crescente bisogno di salute”, spiega la Commissione di Albo Nazionale degli Ortottisti. “Il Giappone, con una popolazione simile alla nostra, conta su 16.171 Ortottisti, 5 volte il contingente ortottico italiano”.

“Con la popolazione in costante invecchiamento e un Sistema sanitario nazionale in continua evoluzione, la figura dell’Ortottista, che previene, valuta e riabilita le disabilità visive, assume un ruolo preponderante”. A dirlo è la Commissione di albo nazionale degli Ortottisti della FNO TSRM e PSTRP, che in occasione della Giornata internazionale dell’Ortottica, che si celebra ogni primo lunedì di giugno, evidenzia come in Italia questi professionisti siano “meno di 3500. Una dotazione sottostimata, in considerazione del crescente bisogno di salute della popolazione”. Ciò diventa ancor più evidente se guardiamo al Giappone, che, secondo i dati offerti dalla commissione, con una popolazione simile alla nostra, conta su 16171 Ortottisti, “5 volte il contingente ortottico italiano”.

Gli Ortottisti chiedono che la riabilitazione visiva, “spesso trascurata e relegata ai margini”, sia “inclusa e accessibile nel Servizio sanitario nazionale. Altrimenti, i 4,5 milioni di abitanti che già rinunciano alle cure non potranno mai beneficiarne”. E non parliamo solo di adulti e anziani: “La riabilitazione visiva assume un ruolo fondamentale anche nella cura dei bambini, compresa l’area contattologica, richiedendo competenze qualificate e sicurezza nel trattamento”.

La commissione sottolinea, in questo ambito, “l’importanza di un approccio interprofessionale nella presa in carico del bambino con disabilità visiva. L’integrazione tra i professionisti dell’equipe, diventa fondamentale nell’ottica del miglior interesse del bambino. La valutazione ortottica, inclusa nei LEA fin dal 1996, si conferma sempre utile in una fase iniziale e in un approccio globale alla persona assistita, sottolineando l’importanza di una visione olistica e preventiva nella cura delle disabilità visive”.

“Occuparsi dell’ortottica neonatale, come richiesto dal DPCM del 12 gennaio 2017, e informare i genitori durante i corsi pre parto sull’importanza degli stimoli ambientali per lo sviluppo visivo del bambino, sono strategie fondamentali per favorire l’apprendimento e lo sviluppo cognitivo ottimale dei più piccoli”, spiega la commissione.

Ma il percorso di crescita della professione di Ortottista si estende anche verso aspetti avanzati come la docenza, la dirigenza, l’assunzione di nuovi incarichi, la dimensione internazionale e la possibilità di conseguire il diploma europeo di Ortottista, con un occhio di riguardo sulla ricerca. “Ed è proprio la ricerca, in particolare lo studio dei movimenti oculari, si configura come una nuova frontiera da esplorare, come parte integrante dello studio del disturbo dello spettro autistico”, sottolinea la commissione.

Inoltre “è necessario accrescere l’attenzione sulla salute visiva negli ambienti lavorativi”.

Per l’occasione la Commissione di albo nazionale degli Ortottisti sottolinea il ruolo cruciale dell’Ortottista ribadendo la richiesta alle Istituzioni di “valorizzarne l’operato, come strumento per irrobustire il SSN”, e contestualmente vuole sensibilizzare la popolazione sull’ “importanza di rivolgersi a professionisti sanitari qualificati e regolarmente iscritti agli Ordini TSRM e PSTRP”.

03 Giugno 2024

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